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l'uomo nel frattempo deceduto

Maltrattamenti su paziente disabile. Indagati sette operatori di una struttura

In foto: Pexels
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di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Sette operatori socio sanitari di un centro di degenza e riabilitazione della provincia sono indagati dalla Procura di Rimini per maltrattamenti.

Un quadro di violenze, derisioni e umiliazioni quotidiane verso chi non poteva difendersi. È quello emerso dalle indagini su presunti maltrattamenti compiuti ai danni di un uomo affetto da una grave disabilità psicofisica, ricoverato in una struttura di degenza nel riminese. L'inchiesta è scattata a marzo del 2025, in seguito alla denuncia presentata dai familiari del paziente. L'uomo era stato infatti trasportato in ospedale con diverse fratture al volto e al corpo a causa di una presunta caduta accidentale avvenuta di notte. Quel ricovero ha fatto nascere i primi sospetti nei parenti, spingendoli a rivolgersi ai carabinieri.
Le successive intercettazioni ambientali, con telecamere e microspie nascoste nella stanza della vittima, hanno documentato mesi di vessazioni. Gli investigatori hanno registrato insulti continui, minacce, schiaffi, spintoni e un uso prolungato di mezzi di contenimento, oltre a gravi carenze nell'assistenza igienica. Nell'ottobre del 2025 il paziente è poi deceduto, anche se, al momento, il decesso non è stato posto in diretta relazione con i maltrattamenti subiti.
L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, vede indagati sette operatori sociosanitari per maltrattamenti aggravati. La Procura aveva chiesto la misura cautelare della custodia per gli indagati. Il giudice per le indagini preliminari, però, ha respinto la richiesta ritenendo insussistenti le esigenze cautelari, pur confermando i gravi indizi di colpevolezza. Il pubblico ministero ha quindi presentato ricorso al Tribunale del Riesame di Bologna. In attesa dell'esito, l'inchiesta si avvia verso la richiesta di rinvio a giudizio. I sette operatori sociosanitari sono difesi dagli avvocati Enrica Vasini e Paolo Gasperoni del Foro di Rimini.

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