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La paura è che nulla cambi

Macro-aggregazioni in spiaggia. Santinato: Rimini ha bisogno di cambiamento

In foto: Mauro Santinato
Mauro Santinato
di
Redazione
   
Tempo di lettura 4 min
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"La spiaggia di Rimini ha bisogno di concorrenza, innovazione e cambiamento. Non di paura del cambiamento". L'esperto di turismo Mauro Santinato non condivide i timori della presidente di Federalberghi Rimini Patrizia Rinaldis sulle macro-aggregazioni degli stabilimenti balneari previste da nuovo piano spiaggia (vedi notizia). Secondo il noto consulente infatti l'arenile potrebbe trarre beneficio dalla concorrenza visto che da decenni la spiaggia è fin troppo omologata e uguale a se stessa. "Le grandi destinazioni turistiche internazionali - evidenzia - hanno trasformato le loro spiagge in vere e proprie esperienze turistiche, con modelli differenti, operatori differenti, investimenti importanti e una forte capacità di innovazione. Rimini, invece, rischia ancora una volta di discutere soprattutto di come conservare ciò che esiste, anziché domandarsi come costruire ciò che servirà ai turisti di domani". Santinato precisa di non avere nulla contro le piccole imprese ma ritiene che non sia la dimensione dell'impresa il criterio con cui decidere se una proposta è buona o cattiva. "La domanda dovrebbe essere un'altra: quale progetto offre più qualità, più innovazione, più servizi e più valore al turista e al cittadino?" spiega. "Se sarà un piccolo stabilimento, benissimo. Se sarà una micro-aggregazione, benissimo. Se sarà una macro-aggregazione di 250, 300 o 500 metri, benissimo. Che vinca il progetto migliore". Ovviamente nel rispetto dell'accessibilità, della pluralità dell'offerta e di condizioni eque per tutti gli operatori. Secondo Santinato "la vera sfida sarà semmai fare in modo che accanto a questi nuovi modelli possano continuare a esistere anche piccoli e medi operatori capaci di innovare. Ma dobbiamo smettere di pensare che la soluzione sia mantenere tutto com'è. Anche perché questa impostazione mi ricorda molto quello che da anni accade nel settore alberghiero". Netta anche la posizione sull'applicazione della Direttiva Bolkestein che per l'esperto può "rappresentare una straordinaria occasione per rimettere in discussione un comparto che, per molti aspetti, è rimasto sostanzialmente uguale a sé stesso per oltre sessant'anni. Non dobbiamo avere paura che qualcosa cambi. Dobbiamo avere paura che non cambi nulla".
 
Sulla Bolkestein e le macro-aggregazioni interviene anche Corrado Della Vista, Presidente di Conflavoro PMI Rimini. "Sui bandi balneari - dice - credo sia arrivato il momento di uscire da anni di incertezza e iniziare a ragionare seriamente sulla spiaggia che vogliamo costruire per la Rimini dei prossimi vent’anni. Non dobbiamo avere paura del cambiamento: se governato con equilibrio e regole chiare, può aiutarci a migliorare". Della Vista riconosce però le difficoltà incontrate negli ultimi anni dai bagnini a causa dell'incertezza. Il presidente Conflavoro è invece critico sulle macro-aggregazioni: "mettere insieme dieci o dodici bagnini non significa automaticamente creare un’impresa più forte - rileva -. Una cosa è partecipare insieme a una gara, un’altra è gestire insieme un’impresa per molti anni". Secondo Della Vista mettere insieme operatori con disponibilità economiche e obiettivi differenti può creare difficoltà nel reperimento delle risorse finanziarie, nella progettazione, nella realizzazione degli interventi e nella successiva gestione. "E poi dobbiamo capirci sulle dimensioni. Quando parliamo di micro aggregazione non stiamo parlando di qualcosa di piccolo. Due stabilimenti balneari, un ristorante, un bar o un chiringuito rappresentano già un complesso turistico importante, con investimenti, personale e servizi significativi". Inoltre apertura e innovazione non devono significare omologazione. "Non possiamo immaginare una Rimini fatta tutta di beach club. Sarebbe un errore anche rispetto alla nostra stessa offerta alberghiera, che è estremamente diversificata per caratteristiche, servizi e fasce di prezzo. La spiaggia deve rispecchiare questa diversità" dice il presidente riminese di Conflavoro. "Possiamo pensare in grande mantenendo dimensioni umane" sintetizza Della Vista perchè "cambiare non significa cancellare quello che abbiamo costruito. Significa avere il coraggio di farlo crescere".
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