“La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme"
Il titolo, è semplicemente la prima riga dell’articolo 47 della nostra Costituzione, spesso citata, forse amata, non di rado elusa.
Da alcuni anni, i tassi di interesse che remunerano i depositi sui conti correnti degli italiani, in tantissimi casi, sono vicini allo zero. Da alcuni anni, sui conti correnti degli italiani, sono depositati mediamente oltre 1000 miliardi di euro. Da alcuni anni, la Banca Centrale Europea remunera i depositi con tassi assai significativi ( il picco nel settembre 2023 al 4%), attualmente, recentissimamente aumentato al 2,50%. Da alcuni anni, gli italiani che hanno depositi sui conti correnti, con remunerazione vicina allo zero, subiscono significative perdite dovute all’inflazione (la somma totale dell’inflazione degli ultimi 10 anni, ammonta a circa il 22 per cento). Da alcuni anni, diverse Banche italiane, hanno utili molto significativi.
La domanda: nonostante l’art 47 della Costituzione, citi testualmente “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme…”, perché nessuno è intervenuto, ad esempio, per obbligare a riparametrare i tassi di interesse sui depositi presenti nei conti correnti, a quelli elargiti dalla Banca Centrale Europea?
Ecco alcune giustificazioni: “ I conti correnti non sono una forma di risparmio ”.
Ecco le osservazioni a questa affermazione:
1) Ci sono delle leggi che stabiliscono che i conti correnti non sono una forma di risparmio ?
2) I piccoli e piccolissimi risparmiatori, ma non solo, utilizzano usualmente i conti correnti per i loro risparmi ?
3) Se i conti correnti non sono forme di risparmio, perché la Banca Centrale Europea remunera i depositi, persino su base giornaliera (overnight) ?
Altra giustificazione, di chi non vorrebbe normative che impongano remunerazioni minime o riparametrate : “ Non si può obbligare a remunerare i conti correnti, perché l’art 41 della Costituzione cita: “L’iniziativa economica privata è libera ”.
Ecco le osservazioni a questa affermazione:
1) E’ vero, l’art 41 della Costituzione cita “ L’iniziativa economica privata è libera “, poi però, nella riga successiva : “Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale…”
La domanda : una remunerazione sui conti correnti vicina allo zero, con tassi sui depositi applicati dalla BCE significativi, con l’inflazione che erode il valore reale dei soldi depositati, con l’art 47 della Costituzione che tutela chiaramente il risparmio “ in tutte le sue forme” , non ha contrasti con l’utilità sociale ?
Concludo con le ultime riflessioni, poste all’attenzione del lettore :
Una parte della politica vorrebbe una tassazione straordinaria sugli extra profitti delle banche (appare assurdo, perché no sull’energia quando le crisi implementano i profitti, sulla farmaceutica nelle epidemie o affini, ecc. ecc. ), ma una parte significativa di quegli “extra profitti”, non è stata realizzata anche in considerazione di quanto sopra esposto ? Se la risposta è positiva, un eventuale improbabile elargizione, spetterebbe allo Stato o ai Risparmiatori, i cui denari, faticosamente guadagnati con il lavoro quotidiano, sono stati falcidiati dall’inflazione ?
In tutta onestà, credo che agli italiani interessino molto di più queste analisi del “risiko bancario”, di cui sono pieni molti giornali. Lascio comunque al lettore la personale sentenza di quanto accaduto ed accade, se evidenzia colpevoli, può anche elargire delle “condanne”, come cliente o come elettore.
Carlo Alberto Pari










