La mafia attacca, la Romagna resiste: oggi un incontro per fare il punto
In questi giorni la commissione sta esaminando la situazione nelle regioni del Centro-Nord.
Rimini è una realtà ricca, che può attirare l’attenzione delle organizzazioni criminali. La coesione sociale e la consapevolezza del problema da parte delle istituzioni locali hanno permesso di tracciare un quadro chiaro della criminalità organizzata sul territorio e di assumere le misure preventive necessarie.
La gestione della prostituzione è passata dagli albanesi ai rumeni, attratti da una maggiore possibilità di guadagno nel mercato dell’immigrazione clandestina e della falsificazione dei documenti. La comunità cinese ha raggiunto dimensioni tali da poter parlare di mafia cinese; per quanto riguarda lo spaccio di stupefacenti, c’è un mercato aperto, dove convivono più organizzazioni in virtù di una domanda in costante in crescita.
Caratteristica di tutte le organizzazioni è poi la tendenza a rivalersi sui connazionali, lasciando il tessuto locale fuori dal giro. Un aspetto confermato anche negli incontri di oggi: grazie ad un tessuto fortemente associativo e a meccanismi ben strutturati, l’economia locale è ancora immune da tentativi di infiltrazione mafiosa.
Anche la documentazione nazionale sulla criminalità parla di una situazione “tranquilla” in Riviera, tanto da parlare di un “modello Rimini” da proporre anche ad altre città.
L’onorevole Lorenzo Diana ci spiega che cosa è emerso dall’incontro.











