Iraniano denunciato per furto con destrezza ai danni di riminese
Il 5 marzo 2002, un signore di Rimini aveva denunciato, presso la Stazione dei Carabinieri, il furto della somma di 450mila lire. L’uomo ha raccontato che nel corso della mattinata, mentre percorreva la Via Parmense, vicino alla propria abitazione era stato avvicinato da un’auto al cui interno sedevano un uomo, una donna ed un bimbo.
Costoro, che alla vittima apparivano stranieri, in quanto si esprimevano stentatamente in lingua italiana, con un pretesto gli hanno fatto estrarre dalla tasca il portamonete. Lo straniero ha tirato fuori dal proprio portafogli alcune banconote da mille lire mostrandole al signore riminese per far meglio intendere quale tipo di banconota occorresse loro per comperare alcuni generi alimentari.
Una volta congedata la coppia, che lo ha ringraziato, l’uomo ha riposto il portamonete nella tasca, ma poco dopo, insospettito dal comportamento della citata coppia, ha verificato il contenuto del suo portafoglio, dal quale risultava mancante la somma di 450.000 lire.
Il 4 ottobre, l’iraniano è stato scarcerato ed allontanato dal territorio della Repubblica di San Marino, per furto aggravato ed uso di atti falsi.
Nella circostanza, il personale dell’Ufficio Immigrazione della Questura lo ha rintracciato dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale – Ufficio del G.I.P. di Enna il 02.02.2000 – per il reato di furto aggravato.
L’iraniano aveva dichiarato in precedenza chiamarsi Jahan Sina ed essere di nazionalità pachistana.
A seguito del suo arresto alcuni quotidiani riportavano la notizia specificando le caratteristiche di “ladro ipnotizzatore”.
La Squadra Mobile di Rimini formava un album fotografico con l’effige del denunciato. In sede di individuazione fotografica, l’uomo che aveva subito il furto della somma di 450.000 lire lo ha riconosciuto con certezza come autore del furto, anche se all’epoca dei fatti portava i capelli tagliati corti.
L’iraniano era già stato posto ai rilievi fotodattiloscopici per numerosi reati contro il patrimonio e risultasottoposto al regime degli arresti domiciliari ad Enna.











