tendenza nazionale
In 15 anni quasi dimezzate le edicole in provincia
In foto: edicola marco amaducci via cairoli
di Redazione
Gio 12 Feb 2026 14:51 ~ ultimo agg. 13 Feb 13:49
Dal 2010 le rivendite di giornali nel territorio della provincia di Rimini sono passate da 248 a 134: un crollo del 46%. Un dato che collima con la tendenza nazionale – con un calo del 43% nell’arco degli ultimi venti anni, da 35 mila a 20 mila – e che racconta la profonda trasformazione delle abitudini degli italiani sempre più inclini a ‘cliccare’ e meno a sfogliare. Un problema però, che riguarda non solo i cambiamenti editoriali ma anche quelli del mondo del lavoro, visto che sempre meno persone sono disposte ad aprire attività di questo tipo. Secondo i dati di Infocamere elaborati dalla Camera di Commercio della Romagna, al 31 dicembre scorso ben undici comuni della Provincia sono rimasti senza punti vendita al dettaglio di giornali. Tra questi, otto già nel 2010 erano privi di edicole (Casteldelci, Gemmano, Sassofeltrio, Maiolo Montegridolfo, Torriana, Montecolombo, Montefiore), tre invece (Montescudo e Pennabilli) le hanno perse cammin facendo. A Rimini di edicole se ne contano 56, più che dimezzate rispetto alle 116 di quindici anni fa (-51,7%). Cali percentuali significativi si registrano anche a Riccione (-43,6%) e a Bellaria, dove si è passati da 20 a 8 punti vendita (-60%). Fa eccezione San Giovanni in Marignano, che conta oggi quattro edicole, una in più rispetto al passato.
"Questa dinamica non rappresenta soltanto una crisi dell’informazione cartacea, ma evidenzia anche la difficoltà di individuare strumenti efficaci per consentire alle edicole di restare in piedi, pur in un contesto in evoluzione - scrive l'assessore ai servizi civici del comune di Rimini Francesco Bragagni - Il progressivo diradamento delle edicole sui nostri territori non ha ricadute solo di tipo economiche, sui rivenditori finali e in generale sull’intera filiera, ma produce anche un impoverimento sociale per quelle realtà soprattutto più piccole e di paese, sempre più carenti di servizi, in cui l’edicolante è una figura di riferimento e il punto vendita una sorta di presidio di comunità".
"Numeri che forse non sorprendono, ma che evidenziano la necessità di un sostegno strutturale per evitare la dispersione di quello che rappresenta a tutti gli effetti un patrimonio economico e sociale". Conclude l'assessore: "Dopo la sospensione da parte del Ministero dell’Interno, della possibilità di rilasciare certificati anagrafici nelle edicole – misura introdotta dal Comune di Rimini nel 2020 e interrotta dal Viminale per asserite criticità legate alla protezione dei dati personali – l’Amministrazione ha continuato ad affiancare le attività locali attraverso apposite misure di sostegno – come l’accesso al Bonus statale fino a 4 mila euro a copertura delle spese - attuando un "Piano delle Edicole", che disciplina dislocazione e mantenimento dei punti vendita. L’auspicio è che si possa andare verso l’adozione, da parte del governo centrale, di misure organiche e concrete capaci non solo di agevolare la sostenibilità economica delle rivendite, ma soprattutto garantire una presenza capillare sui territori, a favore di tutti i cittadini”.
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