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una riflessione

Il paese invecchia, progettiamo il futuro o attendiamo nell'inerzia?

di Carlo Alberto Pari   
Tempo di lettura 3 min
Dom 30 Nov 2025 07:32 ~ ultimo agg. 28 Nov 16:37
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L’EDITORIALE DELLA DOMENICA
di Carlo Alberto Pari
Il compito principale di un giornalista è quello d’informare, con imparzialità e indipendentemente dalle idee personali o dalla linee politiche delle varie testate,
non è credibile che vada sempre tutto male e neppure che vada sempre tutto bene. Ad esempio, viviamo un momento molto positivo al riguardo la situazione finanziaria del nostro Paese, verosimilmente motivata dalla spesa pubblica sotto controllo, unita alla stabilità politica, rarità nazionali. Eppure, il prodotto interno lordo (PIL) arranca, ed il debito pubblico è pericolosamente elevato ed ancora in amento. Inoltre, persistono tanti problemi da affrontare con estrema urgenza, uno di questi è l’invecchiamento della popolazione.
La situazione attuale. Circa il 25% dei Cittadini di questo Paese è “over 65”, in crescita costante, difficilmente reversibile. L’aspettativa di vita media è salita nel
2024 ad oltre 83 anni, ma contemporaneamente, è diminuita l’aspettativa di vita media in buona salute, scesa a circa 58 anni. Gli “Over 80” sono ad oggi circa 4,6 milioni, in crescita. Le pensioni medie lorde della previdenza si attestano intorno ai 1.450 euro, quelle dell’assistenza a circa la metà. Solo per offrire uno spunto di riflessione rispetto alle pensioni (le variabili sono molteplici), attualmente, il costo mensile per vivere in una RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) spesso, non è lontano dai 3.000 euro. Appare evidente che già oggi, le rette non sono sostenibili per la quasi totalità delle famiglie italiane, pertanto, non di rado, una buona parte viene coperta dal servizio sanitario nazionale (ovviamente quando sussistono i presupposti) e sulla parte rimanente, a volte, intervengono i Comuni di residenza.
La presumibile situazione futura in dieci punti. 1) Entro il 2050, alcune stime indicano un calo della popolazione attiva di oltre tre milioni. 2) Conseguente, il
rischio di sostenibilità del sistema pensionistico 3) Conseguente, il rischio di sostenibilità del sistema sanitario pubblico 4) E’ previsto nello stesso periodo un
consistente aumento degli over 65, fino a circa il 35% dell’intera popolazione. 5) Conseguente, l’aumento degli over 80 6) Conseguente, l’aumento delle spese
sanitarie e dei non autosufficienti. 7) E’ verosimile un’endemica carenza di Residenze Sanitarie per gli anziani. 8) Inoltre, come già detto, i costi per le degenze
nelle RSA sono già insostenibili per la maggioranza delle famiglie italiane, visti i numeri, appare improbabile che in futuro si possano continuare a sostenere con
contributi pubblici 9) Le prevedibili pensioni medie future, difficilmente potranno essere adeguate alle necessità, anche per gli anziani autosufficienti 10) Il tutto, aggravato da un debito pubblico accumulato negli anni di oltre 3.000 miliardi di euro, in crescita significativa anche nell’ultimo anno, in un silenzio quasi assordante.
Si parla insistentemente di ampliare la Difesa del Paese, è certamente un problema da affrontare, ma forse, ci sono tante altre improcrastinabili priorità,
ancora più preoccupanti e non supportate da rischi potenziali, ma da processi difficilmente reversibili, financo assimilabili a palesi certezze.


RITORNERÒ A GENNAIO, AUGURO A TUTTI I LETTORI UN BUON NATALE ED UN SERENO ANNO NUOVO.

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