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l'editoriale della domenica

Il futuro, a volte, si può immaginare: sembra un disastro annunciato

In foto: Foto di Matthias Zomer (pexels)
Foto di Matthias Zomer (pexels)
di
Carlo Alberto Pari
   
Tempo di lettura 6 min
Tempo di lettura 6 min

L’EDITORIALE DELLA DOMENICA
di Carlo Alberto Pari

Di recente ho letto un articolo sulla stampa nazionale, il titolo, tristemente esplicativo: “L’esasperazione ti spinge ad augurarti la fine di un genitore".
Mi ha molto colpito, dedicherò articoli finalizzati a questo tema, sono problemi gravissimi, scarsamente evidenziati, che toccano il presente e si amplificheranno
esponenzialmente nel futuro, riguardano la vita di tutti, visto che tutti, se non colti da morte prematura, dovranno affrontarli, prima come figli, poi come anziani.
Analizzo sinteticamente la situazione attuale, ed elaboro facili previsioni per il futuro. In generale, siamo carenti di strutture residenziali deputate,
di aiuti economici e quindi di risorse, inoltre, a mio avviso, mancano significativi progetti e programmi futuri. Il 25% dei cittadini di questo Paese è over
65, in costante e consolidata espansione. Si parla giustamente di giovani, ai quali è stato compromesso il futuro, ad esempio con l’immenso debito pubblico e con le diseguaglianze sempre più ampie ed estreme, solo per citare la punta dell’iceberg. Si parla troppo poco di anziani, come se fosse un qualcosa da nascondere, da evitare, come se invecchiare fosse una colpa, non un percorso naturale. Eppure, la situazione richiederebbe interventi estremamente importanti ed urgenti, per la gravità dei problemi e per la numerosità degli interessati. Generalmente, gli studi in merito alle aspettative sulla vita, prevedono modeste limitazioni di mobilità fino ai 75/77 anni (salvo ovviamente specifiche patologie), poi, le necessità di aiuto si amplificano. Quasi il 70% degli over 65 assume oltre cinque medicinali al giorno, di questi, circa il 30% si trova in situazioni di politerapia grave con almeno dieci farmaci giornalieri. Non di rado, con i medicinali si pensa di essere ancora giovani e si vive il presente senza pensare al futuro. È un errore, programmare e prevenire aiuta a crearsi un percorso quanto meno dignitoso.


Veniamo ai problemi, prima di tutto di sostenibilità economica. Le pensioni medie nette sono inferiori ai 1500 euro (molto, molto arrotondato), non oso pensare a
quelle degli attuali lavoratori, calcolate sul contributivo ! I pensionati più fortunati (perché hanno risparmiato ed acquistato una casa, oppure, perché i genitori hanno pensato a loro),hanno la proprietà dell’immobile ove vivono. Distinguiamo due distinte situazioni.


La prima ipotesi. Se si pensa di vivere fino alla fine nella propria residenza e si ha la fortuna o la sfortuna, dipende dai casi, di traguardare l’aspettativa di vita, che nel nostro Paese è assai elevata, intorno agli 83 anni, è assai probabile che servirà l’assistenza quotidiana. Appare evidente che nelle famiglie non più patriarcali, i figli, se presenti, per vivere devono solitamente lavorare ed hanno le loro famiglie distinte. L’assistenza domiciliare di una “badante”, con un calcolo molto approssimativo e benevolo, costa all’incirca tra i 1600 ed i 1800 euro mensili, non sempre sufficiente, perché il lavoratore, giustamente, ha giorni di riposo ed orari giornalieri. Inoltre, bisogna aggiungere i costi del quotidiano, cibo, ticket sui medicinali, visite mediche a pagamento, bollette, manutenzione minima per la casa. Appare chiaro, che neppure il doppio della pensione media garantirebbe una serenità economica, se poi parliamo di coniugi, i costi ovviamente si amplificano. Immaginate il futuro, con pensioni calcolate sul contributivo. Presumibilmente, serviranno parecchi risparmi, oppure, molti saranno costretti a vendere la nuda proprietà della casa (in tanti già costretti), una tristezza infinita, perché in questo modo, ai figli non si lascia più nulla. La domanda: se lo avessero fatto anche i nostri genitori saremmo felici? Lascio al lettore la riflessione sulla prima drammatica ipotesi.


La seconda. Chi non riesce per problemi fisici gravi a vivere nella propria abitazione, oppure non ha la proprietà, o per scelta, cerca una Residenza Sanitaria per Anziani. A parte la carenza, generalmente, il costo medio di permanenza mensile è intorno ai 3.000 euro, fino ad oggi, in quelle convenzionate, circa la metà dell’importo (la parte “ sanitaria”), viene spesso coperto da Istituzioni pubbliche. Appare palese, che ci ha un debito pubblico estremamente elevato considerando che il 25% dei cittadini è over 65, in progressivo ed esponenziale aumento, con l’aggravante che il nostro Paese, ha un debito pubblico estremamente elevato( anche per questo dovremmo protestare quando il debito si aumenta per ogni “ emergenza”). Immaginate il futuro, con pensioni calcolate sul contributivo, numero di lavoratori attivi in calo, numero di anziani sempre più’ elevato.


Sono problemi reali. Sono problemi che riguardano e riguarderanno tutti i cittadini. Sono problemi non rinviabili. Pongo una domanda : vedete molti partiti o importanti istituzioni che hanno proposte di legge, progetti, o altro, inseriti come punti fondamentali dei programmi?

Ho toccato solo uno dei punti cruciali riguardante gli anziani, in altri articoli mi occuperò specificatamente della sanità, di progetti che cerchino di “aggiungere vita
ai giorni, non giorni alla vita” come auspicava il grande premio Nobel Rita Levi Montalcini, alcuni, già operativi in diversi evoluti Paesi. Inoltre, cercherò di
evidenziare che non è certo auspicabile continuare fare cassa sugli anziani, ad esempio, con il parziale blocco della reversibilità su una parte delle pensioni, che le erode anziché adeguarle, in tanti casi, dopo quasi mezzo secolo di contributi versati.

Toccherò infine un altro tema che mi è molto caro: la violenza di genere sugli anziani, fenomeno in forte crescita e ancora apparentemente sommerso. Gli
anziani hanno contribuito a creare il benessere di questa opulenta seppure indebitata Nazione, hanno lavorato decine di anni, mantenuto e cresciuto le loro famiglie, ora tocca alla Nazione occuparsi di loro, ed offrire protezione e dignità di vita. Gli anziani sono come i bambini, totalmente indifesi, perché molto spesso, non solo hanno una limitata fisicità, ma non di rado, sono carenti anche le capacità mentali, che non consentono, quando serve, una necessaria reazione di denuncia. Spesso, sono vittime silenti di disumani carnefici, nell’ultimo percorso della loro vita, nel quale prima di tutto, si deturpa la loro dignità, un regresso colpevole di civiltà.

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