Il bando tipo non convince il M5S. Croatti: non difende l'interesse pubblico
Vantaggi per gli uscenti, mentre le garanzie per la collettività restano opzionali. Al Movimento 5 stelle non piace la bozza di bando tipo per le concessioni demaniali presentata dal ministero delle Infrastrutture. "Ancora una volta, in molti aspetti centrali l'interesse pubblico viene sacrificato agli interessi di pochi", lamenta il senatore riminese Marco Coatti segnalando alcune "falle". Fino a un quarto del punteggio, entra nel dettaglio, "può premiare elementi legati alla posizione del concessionario uscente o di operatori già presenti". Tra esperienza pregressa, strutture ricettive confinanti già concessionarie, investimenti effettuati negli ultimi cinque anni, "il vantaggio potrebbe arrivare addirittura ad un terzo del punteggio totale". Non solo, il libero accesso non discriminatorio, l'equilibrio tra spiagge libere e in concessione, la clausola anti-esclusività e le compensazioni sulle spiagge libere limitrofe sono elementi facoltativi, possibili "ove previsto" o "alternativi a un mero criterio premiale". Servono invece per Coatti "obblighi minimi uniformi, e requisiti minimi che non siano dichiarati non vincolanti". Le soglie di partecipazione e di aggiudicazione, prosegue, sono "lasciate in bianco e operano solo nell'ambito del singolo ente concedente". Sono invece "indispensabili" soglie vincolanti anche su base sovracomunale o regionale, con controlli sui collegamenti societari, dice. Ci sono poi "ulteriori, gravi criticità, soprattutto sulla trasparenza degli esiti. Ma il problema più serio è che il bando-tipo consolida la posizione di chi già gestisce, mentre le garanzie per la collettività restano opzionali". Dopo quattro anni "persi a raccontare menzogne", conclude Croatti, il bando-tipo è "privo di una difesa reale e vincolante dell'interesse generale, della concorrenza effettiva e della trasparenza". E "dimostra ancora una volta l'inadeguatezza dell'esecutivo".










