Rincari record. La scure delle bollette si abbatte anche sugli hotel
Una bolletta da 17.542 euro e spiccioli per l'energia elettrica del mese di settembre in un hotel con 60 stanze. Il 40% in più rispetto a 12 mesi fa. La scure del caro energia si abbatte sul comparto ricettivo con pericolose conseguenze ancora tutte da valutare. E' uno dei temi portati all'attenzione del ministro per il turismo Gianmarco Mazzi dalla delegazione di Conflavoro PMI Rimini nel corso dell'Assemblea Nazionale “ENERG.IA – L’Italia si accende”. "Un albergo non può semplicemente spegnere gli impianti perché aumentano energia e gas – sottolinea Corrado Della Vista, presidente riminese dell'associazione –. Deve garantire acqua calda, climatizzazione, riscaldamento, illuminazione, cucine, lavanderie e tutti i servizi richiesti dagli ospiti. Questi aumenti finiscono inevitabilmente per erodere i margini delle imprese, mentre non è possibile trasferire ogni incremento sulle tariffe senza rischiare di perdere competitività." Per Conflavoro occorre passare dalle misure emergenziali a una politica energetica strutturale. "Dobbiamo mettere le aziende nelle condizioni di diventare sempre più autonome dal punto di vista energetico, sostenendo fotovoltaico, sistemi di accumulo ed efficientamento - aggiunge Della Vista -. Aiutare un’impresa a produrre una parte dell’energia che consuma significa renderla più forte per molti anni, anziché intervenire soltanto quando arriva una bolletta troppo alta".
Nel breve incontro con il ministro che ha preceduto il convegno, il presidente riminese ha suggerito poi di rivedere il sistema dei bandi e soprattutto dei click day, affiancando maggiormente strumenti come il credito d’imposta per favorire gli investimenti necessari anche per rimettere mano a tante strutture. "Riqualificare gli alberghi - conclude Della Vista - significa riqualificare la destinazione turistica e rendere più competitiva tutta la Riviera".










