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Il passaggio a Rimini

Festival del Sole. Raffaelli (Lega): scippo dell’amministrazione Pd riminese

In foto: Elena Raffaelli
Elena Raffaelli
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Non si placa la discussione a Riccione dopo l’annuncio del passaggio del Festival del Sole da Riccione a Rimini nel 2024 (vedi notizia). Ad intervenire è la segretaria riccionese della Lega Elena Raffaelli che replica alle dichiarazione della ex sindaca Daniela Angelini che aveva puntato il dito sul ricorso presentato dal Carroccio che ha portato al commissariamento del comune. “Si tratta di uno scippo dell’amministrazione Pd riminese ma Daniela Angelini strumentalizza la vicenda scaricando ingenerosamente la responsabilità sul commissariamento – scrive la Raffaelli -. Responsabilità che in realtà dovrebbe assumersi la stessa Angelini che ha amministrato Riccione per un anno prima del commissariamento, avvenuto il 14 giugno scorso, e, in quel lasso di tempo, avrebbe dovuto consolidare gli accordi con il comitato organizzatore del Festival del Sole, già assunti dalla Giunta di centrodestra. Al contrario, sia la Giunta Angelini sia il settore comunale competente sembrano aver dormito della grossa. Anche in fase commissariale, infatti, la macchina comunale avrebbe dovuto procedere seguendo programmi e accordi già assunti, attivandosi per svolgere al meglio i compiti che le sono affidati, coadiuvando il commissario prefettizio“. “Il Comitato organizzatore dell’evento, in assenza di riscontri – prosegue la Raffaelli -, ha quindi deciso di spostare l’evento a Rimini non perché Riccione è commissariata, per altro per responsabilità che coinvolgono anche l’ex sindaco Angelini, ma perché Rimini ha visto bene di agire come asso pigliatutto. Un giochino già visto in passato che solo la Giunta Tosi di centrodestra era riuscita a contrastare. Ciò che emerge da questa polemica pretestuosa sollevata da Angelini è quanto bruci all’ex sindaco Pd che la Lega abbia impugnato il risultato uscito dalle urne e che il Tar le abbia dato ragione nel primo grado di giudizio. Qualunque sia l’esito della sentenza del Consiglio di Stato, rimarrà comunque indelebile un grave deficit di credibilità nei confronti di Angelini e della sua Giunta. I fatti non si cancellano” conclude l’esponente del Carroccio.

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