Estorsione, azzardo, regolamenti conti: i particolari dell’operazione Bastiglia


Un’azione che ha visto impegnati circa 200 uomini delle forze dell’ordine e che ha permesso di fermare un giro d’affari che, già da alcuni anni, fruttava svariati milioni di euro ad una cosca mafiosa legata alla ’ndrangheta ed attiva sulla riviera romagnola: interessate le province di Ravenna, Rimini, Forlì e Cesena, Bologna, Milano, ed alcune città del sud Italia.
Quindici gli arrestati, tutti pregiudicati ed affiliati all’organizzazione criminale. Tre i circoli di facciata sequestrati, tra cui il Circolo Fotoamatori a Rimini in via Gambalunga e il Circolo del Mare di Riccione in viale Ceccarini.
La banda controllava il giro d’affari delle bische clandestine, chiedendo la cosiddetta ”cagnotta”, ovvero una percentuale sulle giocate. Se non pagata regolarmente la quota veniva estorta ai proprietari o ai clienti con rapine.
Il denaro veniva riciclato in investimenti edilizi o per aiutare “qualche amico” finito nei guai con la giustizia.
L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Bologna, è partita dall’omicidio di Gabriele Guerra, pregiudicato romagnolo, freddato il 14 luglio del 2003 a Pinarella di Cervia con 15 colpi di mitraglietta.
L’uomo, che stava scontando una pena nel carcere di Rimini in condizione di semilibertà per furto e spaccio di droga, sarebbe stato ucciso per avere offerto la sua personale protezione ad una casa da gioco in apertura in Romagna. A sparare sarebbe stato Francesco Mellino, oggi in carcere, aiutato da almeno altri tre complici, tutti riconducibili all’organizzazione mafiosa. Stando alle ipotesi formulate dagli investigatori, si tratterebbe di una frangia mafiosa molto radicata in Emilia Romagna e legata alla vicenda di traffico di stupefacenti in cui nell’autunno del 2003 fu coinvolta anche l’attrice Serena Grandi.
La gestione del gioco d’azzardo nelle bische fruttava proventi tra i 30-50 mila euro a serata. Al tavolo verde si sedevano in media una trentina di giocatori più o meno assidui.