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Parla il presidente IEG

Ermeti (Ieg) sorprendono proteste su ampliamento Fiera. Casello: serve unità

In foto: Maurizio Ermeti
Maurizio Ermeti
di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Una protesta che, almeno in parte, ha colto di sorpresa Italian Exhibition Group che non si attendeva il polverone sull'ampliamento della Fiera di Rimini sollevato dai residenti e condiviso parzialmente da alcuni esponenti locali del centrodestra. A dirlo è il presidente Maurizio Ermeti, a margine dell'inaugurazione del TTG: "non ce lo aspettavamo. O perlomeno non così in modo strumentale". Ermeti dice di comprendere le "preoccupazioni e il rispetto che bisogna avere per le persone che vivono nella città quotidianamente e per il disturbo che ogni volta che ci sono manifestazioni grosse noi arrechiamo a queste persone". Tuttavia, prosegue, l'economia della città è "un'economia che deve vivere e sopravvivere e c'è un impegno collettivo di questa città. Ed è una strategia vera e propria quella di trasformare Rimini da una destinazione soltanto balneare a una destinazione annuale". La fiera, continua, è "uno degli strumenti più importanti che riesce ad ottenere questo risultato" e l'ampliamento "serve per contenere a Rimini la crescita delle manifestazioni più importanti. Poco e niente altro in realtà". Certo nel cupolone si potranno ospitare anche degli eventi musicali o sportivi, "ma non sono questi il vero business della nostra azienda e non è quello su cui concentreremo i nostri sforzi e il nostro impegno". L'obiettivo, insiste, è "semplicemente mantenere le fiere a Rimini, cosa che non potremmo fare perché quando si espandono troppo saremmo poi costretti a portarle fuori, a Milano o altrove, a Bologna, in fiere più grandi delle nostre". Ieg confida dunque in una "comprensione migliore" delle istanze e garantisce "massima attenzione" verso le persone che vivono vicino al quartiere. Da qui anche l'impegno sulle infrastrutture, tra prolungamento del Metromare e casello dell'A14. Su quest'ultimo fronte "già da più di due anni stiamo lavorando con il ministero delle Infrastrutture e con Aspi", per capire se "fra i progetti finanziati ci sono tutti i progetti che hanno importanza pari al nostro". Aspi infatti riconosce nel terzo casello di Rimini un progetto "totalmente sostenibile dal punto di vista del costo e della gestione nel corso degli anni". Insomma è ritenuto "un progetto importante" e per Ermeti occorre "dialogare con la politica per capire se questo progetto può rientrare all'interno del panel di investimenti programmati da Aspi, magari forse anche a discapito di qualcun altro che in questo momento non è così urgente". Su questo aspetto, invita il presidente di Ieg, le forze politiche di tutte le parti dovrebbero concentrare gli sforzi in questo momento perché "Rimini ne ha bisogno, per la qualità della vita dei cittadini e per lo sviluppo delle manifestazioni fieristiche. Il resto sono polemiche un po' sterili, tipiche forse un po' troppo della della politica, ma che alla fin fine non servono". Ieg insomma chiede "un'alleanza per arrivare ad ottenere questo risultato": anche se "siamo in un periodo di campagna elettorale, per il bene della città chiedo veramente che la politica trovi un modo comune di lavorare su questo progetto, con il ministero, con Aspi, per riuscire a portarlo a casa il più velocemente possibile".

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