Eclissi: bella, ma con gli occhiali giusti. Un paio di pazienti in Ps oculistico
Nonostante i ripetuti appelli a non osservare senza gli occhiali giusti l'eclissi di mercoledì sera, qualcuno ha deciso di mettere da parte la prudenza. All’ambulatorio urgenze oculistiche riminese si sono finora presentate un paio di persone (su 30 pazienti complessivi) che lamentavano disturbi visivi dopo aver osservato l’evento. Numeri contenuti anche a Bologna, solo una persona, e a Roma, sette.
Gli specialisti precisano però che eventuali problemi legati all'osservazione dell'eclissi con strumenti non adeguati potrebbero emergere solo nel giro di qualche giorno visto che i danni alla retina non si vedono subito e non danno sintomi dolorosi. Il consiglio che gli esperti rivolgono a chi non ha utilizzato le protezioni adeguate è quello, anche in assenza di sintomi, di farsi visitare in un pronto soccorso oculistico o da un oculista di fiducia. Alterazioni potrebbero insorgere nelle successive 24-48 ore anche se, fortunatamente, l’esposizione non crea matematicamente il danno alla retina. E’ comunque fondamentale verificare la presenza o meno dell'ustione che può portare ad una maculopatia da eclissi.
L’unico modo sicuro per osservare un evento come quello del 12 agosto è con gli appositi occhialini Eclipse Glasses certificati come rispondenti alla norma ISO 12312-2. Non bastano, occhiali da sole, pellicole radiografiche, filtri fatti in casa, occhiali per saldatori, oculari di fotocamere o altro. Bambini e ragazzi da una parte e anziani dall’altra sono tra le categorie più a rischio. Sarà bene ricordarlo in vista del 2 agosto 2027, quando una nuova eclissi sarà visibile dall’Italia. Anche il prossimo anno si tratterà però di un fenomeno parziale, tranne a Lampedusa, dove sarà completa. Per ammirare un’eclissi totale in tutta Italia si dovrà invece attendere il 2081.










