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Dipendenze. Il SERT pubblica dati 2005/06. La Valconca resta area critica

di Redazione   
Tempo di lettura 10 min
Lun 16 Apr 2007 17:32 ~ ultimo agg. 12 Mag 00:57
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Nel corso dell’anno 2005 sono state complessivamente 2.301 le persone che hanno fruito dei servizi per le dipendenze dell’A.Usl di Rimini.
La parte più significativa di utenti presi in carico è costituita da tossicodipendenti, pari a 1.678 (72,9 per cento del totale). Il dato è in lieve calo rispetto a quello dell’anno prima.
Di questi, 152 sono stati trattati in comunità e 161 in carcere, 612 sono stati inviati da altri Ser.T per trattamenti farmacologici. Sono quindi 463 i gli alcolisti (dei quali 30 trattati in comunità e 7 in carcere), pari al 20,1 per cento del totale, ma col dato significativo di essere quasi raddoppiati in cinque anni, dal 2001 al 2005. I tabagisti (seguiti dal 2002) sono 142 e rappresentano il 6,2 per cento dell’utenza del Sert, mentre i gamblers (dipendenti da gioco) sono 18, pari allo 0,8 per cento e sono seguiti dal 2004.

A livello territoriale, vi è un’incidenza di persone seguite dal Sert pari a 43,4 ogni diecimila residenti. Ma vi è una particolare incidenza del fenomeno nella zona sud della provincia e in particolare in Valconca. I Comuni di Misano, Morciano, Montefiore e Gemmano hanno tutti un’incidenza di persone seguite oltre 60 ogni diecimila residenti. Riccione, Cattolica, San Giovanni in Marignano, San Clemente e Mondaino hanno un’incidenza sopra la media (da 45 a 60 utenti ogni diecimila residenti). Montescudo e Montecolombo hanno incidenza tra 30 e 45 utenti ogni diecimila residenti mentre Coriano, Saludecio e Montegridolfo non superano i 30 utenti per diecimila. Nel distretto di Riccione la media è di 50,1 utenti per diecimila mentre nel distretto di Rimini scende a 39,7. E solo Rimini ha incidenza tra 45 e 60, mentre Verucchio si ferma nella fascia tra 30 e 45 e Bellaria, Santarcangelo, Poggio Berni e Torriana non superano i 30 utenti ogni diecimila abitanti. Nessun comune della zona nord è nella fascia più alta.

Nel corso del 2005 sono state 163 le segnalazioni giunte ai Servizi dalla Prefettura, per possesso di stupefacenti, a fronte delle 331 del 2001. Si registra anche un calo delle persone tossicodipendenti seguite in carcere: 162 contro le 258 del 2004, differenza dovuta però anche ad un conteggio più accurato.

Sono complessivamente 1.382 (935 tossicodipendenti, 315 alcolisti, 118 tabagisti e 14 giocatori) gli utenti che sono entrati in carico al servizio nel 2005 e che hanno intrapreso programmi personalizzati di disintossicazione. Valori pressochè analoghi per il 2006, con 988 nuovi tossicodipendenti e 293 alcolisti. Per quanto riguarda i nuovi utenti tossicodipendenti, si osserva che il 60,3 per cento di essi è nella fascia d’età che va dai 20 ai 34 anni; il 10 per cento ha meno di 19 anni, il 18,6 per cento tra 35 e 39 e l’11,1 per cento ha oltre 39 anni. L’età media della nuova utenza legata alle tossicodipendenze è di 29,6 anni, di quasi 5 anni e mezzo più bassa rispetto all’utenza storica. L’88,6 per cento dei nuovi utenti sono di sesso maschile: vi sono 9 uomini per ogni nuova utente femmina (mentre il rapporto storico è di una ogni 4,4). Il 76,5 per cento dei nuovi utenti ha titolo di studio pari o inferiore alla terza media, il 42,1 per cento è disoccupato o (14,3 per cento) è lavoratore precario o stagionale. Si riscontra inoltre un aumento di persone che vengono a Rimini per lavoro e che fanno uso di sostanze stupefacenti.

Per quanto riguarda le sostanze d’abuso, tra le droghe il 2005 ha visto tornare a crescere l’eroina, mentre è in lieve calo la cocaina, che comunque è in crescita se si tiene conto degli ultimi cinque anni, e che è uno degli stupefacenti più in crescita a livello mondiale. Relativamente a chi fa uso di stupefacenti, il 73,5 per cento faceva uso di eroina e il 16,1 per cento di cocaina. Segue un 9 per cento che fa uso di cannabinoidi e l’1 per cento di nuove droghe (ecstasy e le altre cosiddette droghe ricreazionali) mentre sono marginali barbiturici, crack e altri tipi di droghe. Quanto alle modalità d’utilizzo, specialmente tra i giovani è sempre più invalso l’uso di fumare le droghe, comprese cocaina ed eroina.

Per quanto riguarda l’alcolismo, i dati confermano come positiva la scelta di creare, nel ’97, un Centro alcologico ad hoc. Scelta che ha aiutato ad intercettare utenza, sicchè dai 145 utenti del ’96 si è passati a 315 nel 2005. Tra gli alcolisti è maggiore la presenza di donne rispetto all’utenza per droghe: vi è una donna ogni 2,6 uomini. E risulta in aumento l’abuso di alcol, da parte di donne, per fini ricreazionali (ad esempio ubriacarsi il venerdì o il sabato sera). L’età è più alta: 43,6 anni di media, contro i 33 dei tossicodipendenti. Il problema dell’alcolismo diventa un vero e proprio rischio sociale nel momento in cui chi fa uso di alcol si mette poi alla guida. Nel 2000 è stata creata, in provincia, una collaborazione tra il Centro Alcologico e la Commissione Medico Legale, che ha consentito di inserire momenti educativi e di formazione all’interno del percorso di revisione per l’idoneità alla guida. Gli operatori del Centro Alcologico effettuano un’intervista al soggetto cui è stata ritirata la patente e quindi stila un referto sul grado di problematicità del soggetto. Nel 2005, sono state effettuate 116 consulenze su un totale di 111 persone; il 35,5 per cento dei soggetti presentavano una problematicità. Il 23,4 per cento (26 soggetti) ha poi intrapreso un programma terapeutico. Nel corso del 2006 le consulenze sono state 91. Nel corso dell’anno è stata anche attivata un’iniziativa di sensibilizzazione, tra i giovani, legata all’alcol e alla guida: è stato chiesto a 2.337 giovani, contattati all’interno di locali, di sottoporsi volontariamente al test con etilometro. L’età media dei ragazzi è di 23,3 anni, il 17,3 per cento sono donne, e la media del livello alcolemico è dello 0,8, quindi superiore a quello consentito dalla normativa. Ma va anche detto che non tutti (il 48,9 per cento) dei ragazzi, dovevano guidare quella sera. Altri (75) hanno detto di aver fatto il test proprio per valutare se erano in grado di guidare o meno. L’esperienza è stata ripetuta nel 2006 coi seguenti risultati: 1.948 test, 23,1 anni l’età media, 887 le persone dotate di patente, 0,83 il tasso alcolico medio. Sempre nel 2005 i soggetti ricorsi a cure ospedaliere per patologie alcolcorrelate sono stati 526 (76 per cento maschi, età media 54,9 anni), mentre nel quinquennio ’99-2004 i ricoveri di residenti per patologie interamente attribuibili all’alcol sono stati 915 per un totale di 10.793 giornate di degenza.

Nel 2002 è stato inoltre istituito un Percorso per le Dipendenze da Nicotina, che nel 2005 ha accolto 142 persone; l’83,1 per cento di esse ha iniziato una terapia per smettere di fumare. Si tratta di persone per lo più ultraquarantenni, ben integrate socialmente e con una propria famiglia, e con lavoro regolare. Fra l’utenza del 2005, il 36,4 per cento ha dichiarato di fumare giornalmente più di 20 sigarette e l’83 per cento dichiara di aver iniziato a fumare entro i vent’anni. Per la precisione l’età media di inizio d’uso delle sigarette è 17 anni e 22 è il numero medio di “bionde” fumate al dì.

Per quanto riguarda i giocatori compulsivi, nel 2005 vi sono stati 14 casi, 12 uomini e 2 donne. La maggior parte (11) sono persone occupate con regolarità, ma solo 4 hanno un titolo di studio superiore alla terza media. Il 71,5 per cento degli utenti ha tra i 30 e i 50 anni d’età. Rispetto al tipo di gioco, prevalgono i videogiochi (8 utenti), seguiti da lotto e simili (2) e corse di animali (2), mentre un utente era dedito alle carte; 11 utenti dichiara una frequenza di gioco superiore alle due volte a settimana, e 9 utenti dicono di giocare oltre tre ore per ogni sessione di gioco. Nel 2006 si è avuto un aumento di giocatori compulsivi: sono stati in totale 34.

Per quanto attiene, infine, ai programmi di recupero, si possono suddividere in quattro grandi aree tematiche:
area psicologica: raggruppa le tipologie d’intervento quali i colloqui, le consultazioni psicologiche, la psicoterapia, i gruppi di auto-aiuto;
area sociale: è caratterizzata da forme di sostegno in ambito economico, lavorativo, socio-educativo e della formazione professionale;
area farmacologica: contiene tutte le diverse tipologie di farmaci indicati nel trattamento delle dipendenze e delle eventuali patologie combinate;
area degli altri trattamenti sanitari: vi si ritrovano le attività inerenti i controlli periodici dello stato di salute, i ricoveri in ospedale e gli esami tossicologici.

Rispetto agli esiti dei trattamenti, a conclusione del 2005 il 52,6 per cento dell’utenza risultava ancora in carico e proseguiva il proprio progetto terapeutico, il 15,4 per cento aveva concluso positivamente il proprio percorso di cura, il 16,5 per cento aveva abbandonato e il 15,5 per cento aveva chiuso il programma con gli altri esiti (arresti, decessi, passaggi ad altre strutture e così via).

Per concludere vi è l’attività di sensibilizzazione e prevenzione, attuata (oltre che con l’etiltest volontario di cui sopra) attraverso incontri e infopoints anche all’interno di locali, counselling e distribuzione di materiali. Nell’anno in corso sono stati distribuiti, complessivamente, 2.774 materiali informativi sulle sostanze (opuscoli, contalcolemia, card), 3.697 materiali e gadget informativi hiv (opuscoli, porta profilattici, agenda salvavita, segnalibri), 2.940 confezioni di profilattici. E va segnalato, infine, un calo di decessi per overdose e di sieroconversioni, cioè di persone tossicodipendenti che sono rimaste affette da hiv; pressochè assente il contagio dovuto a scambio di siringa usata.

STUDI EPIDEMIOLOGICI EFFETTUATI DAL SER.T. DELL’AZIENDA USL DI RIMINI

Studio 1:

Valutazione degli esiti a tre anni in soggetti tossicodipendenti e alcoldipendenti trattati dal Ser.T. dell’Ausl di Rimini che hanno concluso il percorso terapeutico

Lo studio è stato condotto sugli utenti che avevano concluso il programma terapeutico da 3 o più anni (151 soggetti).
I soggetti sono stati rintracciati tramite elenchi telefonici e ricerche all’anagrafe e sottoposti ad un intervista telefonica basata su di un questionario che indaga la situazione attuale in rapporto alle seguenti dimensioni: uso sostanze stupefacenti, situazione giudiziaria (carcere e problemi con la giustizia), condizione sociodemografica e situazione abitativa.
Il 51% dei soggetti (77 persone) è risultato non rintracciabile.

Conclusioni:
Al momento del follow up, il 14.3% del campione risultava deceduto.
Circa la metà (46.4%) dei soggetti che alla prima rilevazione (ingresso in trattamento) presentava una condizione di celibato o nubilato, all’esame successivo risultavano coniugati.
2 soggetti su 10 erano passati dalla media inferiore ad un titolo di studio più elevato, e 6 su 10 dei disoccupati lavorava stabilmente.
Il 72.7% dei soggetti ha interrotto l’uso di sostanze psicoattive, il 20.5% ne ha mantenuto l’uso ed il 6.8% non risponde.
Fra coloro che avevano avuto esperienze di carcerazione all’ingresso circa 9 su 10 dichiara di non aver avuto più problemi con la giustizia né carcerazioni.

Le indicazioni che emergono dallo studio suggeriscono che buona parte dei soggetti raggiunti ed intervistati erano in una situazione esistenziale e sociale positiva e che l’uso di sostanze era ancora presente solo in un quarto del campione. I dati vanno letti comunque alla luce di un possibile bias di selezione dei soggetti intervistati ed al fatto che metà dei soggetti sono risultati non rintracciabili.

Studio 2:

Follow up su un gruppo di utenti cocainomani ed eroinomani in carico all’UO Dipendenze Patologiche di Rimini

Il campione indagato è stato reclutato da una popolazione di tossicodipendenti ed alcoldipendenti in carico negli anni 2004 – 2005.
Lo studio ha analizzato l’esito – ad almeno 3 mesi dall’inizio – del percorso terapeutico di 237 utenti. In data 31/8/2005, il 42,0% dei soggetti risultava ancora in carico al Ser.T., mentre il 58,0% aveva concluso il programma terapeutico.

Conclusioni:

La condizione di abuso contraddistingue maggiormente i soggetti con DUS da cocaina, mentre la dipendenza è più frequente nei soggetti con DUS da eroina.
La modalità di assunzione è legata alla sostanza: prevalentemente inalata nel caso della cocaina e iniettata o fumata nel caso dell’eroina.
Per coloro che accedono al servizio dietro invio della Prefettura la probabilità di chiudere il proprio rapporto con il servizio è 6,7 volte superiore a quanti accedono autonomamente, mentre per coloro che risultano senza lavoro o vivono una situazione lavorativa precaria o in una condizione non professionale, la probabilità è più elevata di circa 4 volte rispetto a chi lavora regolarmente.
Chi riceve un trattamento solo farmacologico la probabilità di cessare il rapporto con il servizio aumenta di 5,7 volte rispetto a chi effettua un trattamento farmacologico integrato.

La presa in carico di soggetti con tossicodipendenza da eroina ha una durata di trattamento maggiore rispetto a chi fa uso di cocaina. Nello specifico, si nota che per programmi terapeutici inferiori ai 100 giorni la probabilità di rimanere in trattamento è pressoché simile, mentre all’aumentare della durata dei percorsi terapeutici, la probabilità di continuare il percorso di cura è più elevata tra la popolazione eroinomane.

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