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Petitti (PD) chiede garanzie

Crisi Aeffe: richiesta di cassa integrazione straordinaria per 389 dipendenti

In foto: la sede Aeffe a San Giovanni in Marignano
la sede Aeffe a San Giovanni in Marignano
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Crisi Aeffe: arriva la richiesta di cassa integrazione straordinaria per 389 dipendenti del gruppo Aeffe, di cui 289 a San Giovanni in Marignano e 100 a Milano. Una situazione complessa sulla quale interviene Emma Petitti, consigliera regionale del PD.
«La crisi di Aeffe assume contorni sempre più preoccupanti. Non è in gioco soltanto il futuro di centinaia di lavoratrici e lavoratori, ma quello di un intero comparto produttivo strategico per l'economia della provincia di Rimini. La notizia che l'azienda non avrebbe la liquidità necessaria per garantire gli stipendi e anticipare la cassa integrazione rende la situazione ancora più grave e richiede risposte immediate».
 
Prosegue Emma Petitti: «Dopo l'annuncio di 221 esuberi e l'avvio delle procedure di licenziamento per 120 lavoratori, siamo di fronte a una vertenza che non può essere lasciata all'incertezza. La prima urgenza è garantire il reddito delle famiglie coinvolte, insieme alla salvaguardia dei posti di lavoro e della continuità produttiva. Non è accettabile che siano ancora una volta i lavoratori a pagare il prezzo della crisi».
 
«Aeffe rappresenta un patrimonio industriale e professionale costruito in decenni di lavoro. La sua crisi rischia di coinvolgere anche fornitori, piccole imprese e l'intera filiera della moda riminese. Perdere queste competenze significherebbe impoverire in modo permanente il nostro territorio.
 
L'offerta di Oxy Capital da 115 milioni di euro  che prevede l’acquisizione delle attività italiane di Aeffe e Pollini attraverso tre newco "deve essere accompagnata da un piano industriale credibile, con investimenti e garanzie occupazionali precise. Occorre inoltre chiarire rapidamente le condizioni del finanziamento ponte da 7 milioni di euro e assicurare gli strumenti necessari per garantire il reddito dei dipendenti"
 
Regione e Governo "devono intervenire con urgenza, insieme alle organizzazioni sindacali, per evitare che la crisi finanziaria si trasformi in un disastro occupazionale. La provincia di Rimini non può permettersi di perdere un altro pezzo della propria industria manifatturiera. Difendere Aeffe significa difendere il lavoro e il futuro della moda nel nostro territorio».
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