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"L'estate sta finendo"

Concessioni e il bando che non c'è. Legacoop incalza Salvini e intona i Righeira

In foto: Concessioni...un'altra estate sta finendo
Concessioni...un'altra estate sta finendo
di
Andrea Polazzi
   
Tempo di lettura 3 min
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Che fine ha fatto il bando tipo per le concessioni demaniali? A chiederselo è Legacoop Romagna che mette in fila alcune date. La prima è quella del 25 febbraio quando il ministro Salvini annunciò alla Camera che il bando sarebbe stato adottato entro fine marzo. Poi il 23 luglio lo stesso ministro spostò la scadenza entro “la fine del mese”. Ma ancora, di fatto, non c’è un documento definitivo. Il testo resta fermo infatti al passaggio in Conferenza Unificata tra Stato, Regioni e autonomie locali dove sono state diffuse slide contenenti alcuni dei criteri, ma ancora lontane dal testo conclusivo. Ci sono però altre due date da ricordare: il 31 dicembre 2023, giornata in cui (come chiarito dal Consiglio di Stato) sono definitivamente scadute le attuali concessioni (salvo proroghe tecniche in attesa dei bandi) e il 30 settembre 2027, scadenza ultima per effettuare le gare. Ma, sempre secondo il Consiglio di Stato, si tratta di un limite temporale entro il quale completare il processo e non un’autorizzazione a rimandarne l’avvio. Legacoop stigmatizza i silenzi del Governo e plaude invece al lavoro di confronto con enti locali e associazioni di categoria che si è svolto in Emilia-Romagna. Un lavoro, spiega, utile a definire linee guida condivise ribadite anche negli incontri con il Governo. Tra i punti chiave per il settore, il riconoscimento dei servizi collettivi di salvamento e l'importanza dell'aggregazione cooperativa tra microimprese come ossatura del modello emiliano-romagnolo. Il timore di Legacoop è che “senza la sintesi di regole e scelte che compete all’esecutivo” ogni Comune tenda a muoversi in ordine sparso mettendo così a rischio il modello balneare. Anche perché, ricordano i giudici del Consiglio di Stato, “l’assenza di un unico e definitivo quadro regolamentare non può essere utilizzata dalle amministrazioni come ragione per rinviare le procedure”. E non lo è neppure la mancata adozione  del decreto nazionale sugli indennizzi perché, secondo i Giudici, l’indennizzo “non costituisce un diritto generalizzato e automatico” e il suo eventuale riconoscimento deve essere valutato “caso per caso” e spetta al concessionario che lo richiede dimostrarne documentalmente i presupposti e l’entità. La palla quindi passa ancora al Governo perché, rileva Legacoop, “essersi coordinati in Romagna, con uno sforzo di sintesi che ha visto collocati dalla stessa parte Regione, Comuni costieri, rappresentanze dei balneari e delle cooperative, non basta più”. E chissà se al ministro fischieranno le orecchie quando la stessa Legacoop, virtualmente, gli dedica le note di un vecchio successo dei Righeira: “l’estate sta finendo e un anno (l’ennesimo) se ne va…. è il solito rituale, ma ora manchi tu”.

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