Teatro Galli. Frisoni (FI) risponde all'assessore: la Giunta ha la memoria corta
Se il Teatro Galli non è rientrato ancora nel novero dei teatri di tradizione le colpe sono legate solamente alle decisioni della Giunta. A dirlo è il segretario comunale di Forza Italia, Davide Frisoni, che nel corso della passata legislatura è stato a lungo seduto tra i banchi della stessa maggioranza. Nel mirino del responsabile "azzurro" ci sono le dichiarazioni dell'assessore alla cultura Michele Lari (vedi notizia) che ha lamentato le mancate risposte da parte del Governo alla richiesta fatta dall'Amministrazione ormai da quattro anni.
"Per evitare certe uscite - scrive Frisoni - basterebbe avere un po' di memoria storica, oppure fare una telefonata agli ex assessori Piscaglia (già direttore dell'attività teatrale) e Brasini. Invece di scaricare le colpe a Roma, la Giunta farebbe meglio a fare un gigantesco mea culpa: la strada intrapresa è il risultato diretto delle loro stesse decisioni. Una scelta economico-finanziaria e amministrativa su cui, a suo tempo, motivai anche la mia astensione in Consiglio comunale, nutrendo forti dubbi sulle sue ricadute".
A frenare il passaggio del Galli tra i teatri di tradizione sarebbe la scelta del modello di gestione. "Fin dalla riapertura del teatro nell’ottobre 2018 - prosegue Frisoni-, il dibattito si è concentrato sull'ipotesi di trasformarne la gestione in una Fondazione di Partecipazione — il modello virtuoso adottato da quasi tutti i teatri storici dell'Emilia-Romagna, da Parma a Piacenza, fino a Modena, Ferrara, Ravenna e Forlì. L’Amministrazione comunale ha invece pervicacemente preteso di mantenere la gestione pubblica diretta del Teatro, del personale e delle stagioni. Una decisione dettata dalla volontà di conservare un controllo politico-centralizzato sulla programmazione artistica, ma che ha portato con sé un limite strutturale invalicabile: il modello dell'economia diretta in capo all'Ente Locale "preclude" infatti i requisiti per accedere al riconoscimento ministeriale di "Teatro di Tradizione"."
Senza questo riconoscimento il Galli non può accedere alla quota di risorse statali del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo riservate alle stagioni liriche di tradizione. "Risultato? - conclude Frisoni - Il nostro teatro è costretto a rimanere un semplice contenitore ospitante o a muoversi in subordine con partnership regionali. Eppure, a sentir la narrazione del PD locale e dell'ex Presidente Bonaccini, i primi della classe e quelli "intelligenti" dovrebbero essere sempre e solo loro..."










