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Aree a mare

Concessioni, a Riccione aggiudicati i primi 13 lotti su 14. Uno senza offerte

In foto: la spiaggia di Riccione
la spiaggia di Riccione
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Dopo Rimini, anche Riccione tira le somme delle prime gare per affidate le concessioni balneari, relative alle aree di arenile a mare. L’evidenza pubblica, conclusa il 20 ottobre, ha visto arrivare 17 offerte per i 14 lotti a bando e per 13 c'è già stata l'assegnazione provvisoria. Per l’unico lotto rimasto deserto, la zona numero 5, l’amministrazione provvederà al reinserimento nella successiva fase di gara insieme alle restanti spiagge che non sono rientrate in questa prima procedura. Le offerte aggiudicate sono attualmente in corso di validazione formale e verifica dei requisiti.

Per 10 zone balneari (numero 4, 12, 18, 19, 20, 22, 23, 28, 29 e 30) è stata presentata un’unica offerta mentre due lotti (zone 26 e 34) ci sono stati due concorrenti e addirittura tre per la zona numero 27. L’impianto di gara ha previsto l’assegnazione del punteggio per il 90% sulla base della qualità dell’offerta tecnica e per il 10% sul rialzo economico. Un criterio che ha permesso di premiare la qualità del progetto anche in presenza di rialzi economici d’asta arrivati a punte del 100% rispetto alla base.

“I risultati di questa prima gara dimostrano la validità del percorso intrapreso e l’efficacia delle scelte adottate per garantire stabilità, trasparenza e qualità al settore balneare”, dichiarano la sindaca Daniela Angelini e l’assessore al Demanio Christian Andruccioli. “L’assegnazione di 13 lotti su 14 conferma la bontà di un impianto che ha premiato in primis la professionalità degli operatori e la bontà dei progetti gestionali, riservando ben il 90% del punteggio complessivo all’offerta tecnica, a garanzia della centralità dei servizi e della sostenibilità ambientale. Il test su queste prime aree di solo arenile ha fornito un esito positivo: la zona numero 5, rimasta priva di offerte, verrà prontamente reinserita nel prossimo bando dedicato alle aree cosiddette di solo ombreggio”. 

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di Lamberto Abbati