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L'intervento dell'assessora

Con le nuove norme idrogeologiche a rischio anche l'ampliamento della Fiera

In foto: il progetto per il cupolone
il progetto per il cupolone
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Ven 6 Feb 2026 11:31 ~ ultimo agg. 11:48
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Dopo l'allarme lanciato dalla Rete delle professioni tecniche della Regione e della Provincia di Rimini (vedi notizia) e quello di Legacoop Romagna, anche il comune di Rimini esprime preoccupazione per la variante PAI/PGRA dell’Autorità di bacino distrettuale del Po che aggiorna gli scenari di pericolosità idrogeologica in modo più restrittivo coinvolgendo anche i comuni costieri. 

L'assessora alla pianificazione del territorio Valentina Ridolfi evidenzia come il nuovo strumento pianificatorio avrà "effetti profondi su tutti i territori perché, in buona sostanza, il PAI (Piano Assetto Idrogeologico) definisce le regole che governano l’edificazione nelle zone considerate a rischio idraulico". 

La variante adottata aggiorna le mappe di pericolosità e di rischio per dare risposte agli eventi alluvionali sempre più frequenti e "se l’obiettivo è sacrosanto e condiviso senza se e senza ma" spiega Ridolfi -", quello che oggi rappresenta una difficoltà tangibile per Comuni, imprese, reti associative sono le modalità con cui è stato introdotto questo Piano". 
 
A mancare, oltre al confronto con enti locali e professioni tecniche, è al momento anche una direttiva circa l’applicazione concreta e uniforme. Sono scattate però le cosiddette norme di salvaguardia che, spiega l'assessora, "si sovrappongono e ‘superano’ gli strumenti di pianificazione comunali vigenti, generando una confusione evidente circa l’interpretazione delle nuove disposizioni. Come ha messo bene in evidenza Legacoop, questo stallo rischia di portare a una effettiva fase di ‘sospensione’ nell’attività di verifica delle pratiche edilizie da parte dei tecnici dei Comuni, con una ‘frenata’ negli investimenti già programmati (che Legacoop quantifica in 500 milioni di euro in Romagna) e l’oggettiva difficoltà ad intervenire legittimamente sul proprio patrimonio edilizio".
 
Ridolfi mette in luce una contraddizione evidente: "ferma restando la condivisione sacrosanta dell’obiettivo, e cioè l’innalzamento delle misure per la protezione dal rischio idraulico, la difficoltà a intervenire per aggiornare, grazie alle nuove tecnologie, il patrimonio edilizio in termini di qualità e maggiore sicurezza del costruito andrebbe paradossalmente a elevare la vulnerabilità del territorio". Per semplificare i possibili effetti della norma l'assessora cita i piani di ampliamento della Fiera di Rimini: "l’applicazione pedissequa della variante PAI - dice - metterebbe a fortissimo rischio la realizzazione del piano di sviluppo di IEG, il cui valore in termini non solo economici e occupazionali, ma di risanamento e rinaturalizzazione dell’area, sono noti a tutti. Rimini ormai da tempo ha organizzato la propria pianificazione urbanistica sulla rigenerazione e sulla riqualificazione, piuttosto che consumo di nuovo territorio, ma nonostante questo, senza un quadro operativo definito e uniforme, anche questa impostazione rischia di essere penalizzata". 
 
L'appello finale è rivolto alla Regione Emilia Romagna affinché fornisca "un quadro chiaro di regole interpretative che tengono assieme prevenzione dal rischio idraulico, evitando che la confusione applicativa diventi un ostacolo allo sviluppo pianificato in maniera sostenibile delle città".
 
Nelle prossime settimane la Regione svolgerà incontri sul tema anche nel riminese.

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