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niente intesa

Status di comune montano. Sembrano "salvi" i 7 riminesi

In foto: l’Alta Valmarecchia
l’Alta Valmarecchia
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Ven 6 Feb 2026 10:44 ~ ultimo agg. 12:33
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Non una intesa ma una "riduzione del danno": Così l'assessore regionale alla montagna Baruffi commenta l'esito della Conferenza delle Regioni sul provvedimento del Governo che rivede la riclassificazione dei Comuni montani. In regione erano 99, numero che si conferma con alcune variazioni in ingresso e in uscita . Tra coloro che si salvano ci sarebbero anche i 7 degli 11 Comuni del Riminese che, nella prima bozza della legge, rischiavano di dover rinunciare allo status: Maiolo, Novafeltria, Talamello, Sassofeltrio, San Leo, Verucchio e Poggio Torriana. A spiegarlo è il presidente della Provincia Jamil Sadegholvaad: "anche per questi 7 ‘in bilico’ non dovrebbe cambiare nulla. Se ciò fosse confermato sarebbe certamente un buon risultato per l’area riminese, frutto anche della sollecitazione venuta nelle scorse settimane dal nostro territorio da parte della Provincia di Rimini, della consigliera Alice Parma e dai 7 Comuni stessi, anche questa confluita poi nel confronto istituzionale portato avanti dalla Regione Emilia Romagna. Ora, auspicando di non essere smentiti, attendiamo l’ufficialità ma intanto ci pare di essere riusciti a far riconoscere quanto era giusto".
Già nei prossimi giorni - ha annunciato Baruffi - incontrerò i comuni montani, sia quelli inclusi che quelli esclusi: se la legge nazionale esclude, quella regionale resterà inclusiva. E dove il Governo toglie risorse agli esclusi, la Regione ripristinerà con propri mezzi l'equilibrio costruito in Emilia-Romagna in questi anni, da Rimini a Piacenza. E questo senza contrapposizione tra crinale e valle. Ma, al contrario, promuoveremo strategie di integrazione, cooperazione e solidarietà. Non a caso, in previsione dei guasti che la legge nazionale avrebbe potuto produrre, già in legge di bilancio 2026/2028 abbiamo aumentato del 60% le risorse del Fondo montagna regionale e questo ci consentirà di non penalizzare nessun comune”.

Restano esclusi i Comuni: Varano De' Melegari per la provincia di Parma; Monte San Pietro, Sasso Marconi, Marzabotto, Borgo Tossignano, Casalfiumanese e Fontanelice per la provincia di Bologna; Mercato Saraceno e Sogliano al Rubicone per la provincia di Forlì-Cesena. Acquisiscono invece la montanità i Comuni: Alta Val Tidone, Piozzano, Travo, Gropparello, Lugagnano Val d'Arda e Vernasca per la provincia di Piacenza; Langhirano per la provincia di Parma; Modigliana e Civitella di Romagna per la provincia di Forlì-Cesena. Per altro anche i comuni inclusi dalla legge nazionale in Emilia-Romagna erano già riconosciuti montani dalla legge regionale che ne comprende 121. 
A conti fatti, si è verificato quanto avevamo paventato: mesi di dannosa contrapposizione tra Alpi e Appennino, così come tra comuni di crinale e comuni collinari- ha aggiunto l’assessore-. E tutto questo per cosa? Per decidere come distribuire 200 milioni tra 4 mila comuni: poco più erano, poco meno rimangono. Il confronto di queste ultime settimane, nonostante tutto, non è stato inconcludente: il provvedimento esce profondamente modificato rispetto all'impostazione iniziale. Abbiamo ridotto i danni e molti comuni inizialmente esclusi sono alla fine rientrati".

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