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cattedre a spezzatino

Cisl su graduatorie supplenza: quando l'algoritmo origina "mostri logistici"

In foto: compiti scuola
compiti scuola
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Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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La novità introdotta quest'anno nella scuola con le Graduatorie Provinciali di Supplenza (GPS), secondo la CISL Scuola non ha ottenuto l'obiettivo che era promesso sulla carta, cioè garantire stipendi pieni ai docenti precari, evitando il dramma dei contratti part-time involontari.   "L'idea - scrive il sindacato - di accorpare spezzoni orari fino a un massimo di tre scuole e due comuni diversi per creare un posto intero poteva essere condivisibile. Ma la realtà dei fatti, emersa dall'analisi delle disponibilità pubblicate negli uffici scolastici provinciali di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, si sta rivelando l'ennesimo schiaffo alla dignità della categoria.
"Un docente avrebbe potuto completare l'orario lavorando su due o tre istituti situati in due comuni differenti e distanti meno di 20 km: un sacrificio accettabile in cambio di stabilità economica. Nei fatti, l'algoritmo ha partorito mostri logistici. Abbiamo riscontrato posti orario composti da frazioni di cattedra in scuole distanti fino a 37 chilometri tra loro, un dato che in Romagna, tra le strade di collina e i centri dell'Appennino, si traduce spesso in un'ora e più di viaggio per raggiungere la seconda o la terza sede. Questa "novità" è poco condivisibile. I costi per il docente saranno insostenibili: il guadagno di uno stipendio pieno viene divorato dalle spese di carburante e manutenzione dell'auto. Anche la sicurezza del lavoratore è a rischio: spostarsi ogni giorno da una scuola all'altra, con qualsiasi condizione atmosferica, significa spesso dover fare corse contro il tempo sulle strade provinciali pur di non arrivare in ritardo. La qualità della didattica, poi, non viene tenuta in alcuna considerazione: è impossibile garantire continuità e serenità nell'insegnamento quando si è divisi tra realtà scolastiche così distanti. E infine, oltre il danno la beffa: il precario è posto davanti a un ricatto. Accettare una cattedra "fatta a pezzi" e viaggiare per ore, o rifiutare e rimanere senza stipendio. In tutto questo non c’è vantaggio per studenti e famiglie così come per scuole che dovranno “incastrare gli orari”  come in puzzle più di quanto già facevano negli anni passati".
 
La CISL Scuola Romagna chiede con forza una revisione immediata dei criteri di accoppiamento delle sedi: "la vicinanza geografica deve essere un vincolo tassativo, non un optional sacrificato sull'altare della burocrazia".
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