Chiesta restituzione di 9mila € a cittadina invalida. Inps bocciata in Appello
La Corte d’Appello di Bologna – sezione lavoro – con udienza del 22 ottobre 2026 ha accolto il ricorso di una cittadina invalida, escludendo il diritto dell’Inps a pretendere la restituzione di un indebito di circa 9.000 euro relativo a prestazioni assistenziali e disponendo la restituzione di quanto già trattenuto dall’Istituto. Il caso è stato seguito dall’avvocato Emanuele Magnani, consulente legale delle Acli e di Lega Consumatori Rimini, insieme all'avvocata Cristina Bracci. All'Ente è stata contestata la legittimità delle richieste avanzate a distanza di anni.
La vicenda riguardava prestazioni di natura assistenziale legate alla condizione di invalidità, per le quali l’Inps aveva proceduto a ricalcoli chiedendo il rimborso di somme significative e avviando trattenute dirette sulle prestazioni in corso di pagamento. La Corte d’Appello ha però ritenuto che non ricorressero i presupposti per il recupero, riconoscendo l’irripetibilità delle somme percepite in un determinato periodo e ordinando la cessazione delle trattenute. Come sottolinea l’avvocato Magnani, "la decisione conferma che, in materia di prestazioni assistenziali, non è affatto scontato che ogni richiesta di restituzione da parte dell’Inps debba essere automaticamente accolta: occorre verificare se vi siano stati errori dell’ente e se il cittadino abbia sempre tenuto un comportamento corretto e trasparente". In presenza di prestazioni assistenziali e di errori imputabili all’ente, la giurisprudenza valorizza il principio di legittimo affidamento e la funzione di tutela dei soggetti più deboli, escludendo l’obbligo di restituzione delle somme già erogate. "Parliamo per lo più di persone fragili - prosegue Magnani - che vivono in stato di difficoltà fisica ed economica, nei confronti delle quali sarebbe opportuno avere un occhio di riguardo. Pertanto le richieste di restituzione dovranno essere attentamente verificate: chi riceve comunicazioni di recupero su pensioni o prestazioni collegate all’invalidità ha il diritto di far esaminare la propria posizione da un professionista, per accertare se, alla luce della normativa e della giurisprudenza, la pretesa dell’ente sia effettivamente dovuta".










