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il rettore presenta i dati

Campus riminese dell'Università. Calano gli iscritti a causa di corsi spostati

In foto: Campus Università Rimini (@newsrimini)
Campus Università Rimini (@newsrimini)
di Redazione   
Tempo di lettura 5 min
Gio 12 Feb 2026 13:48 ~ ultimo agg. 16:46
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In un quadro sostanzialmente stabile per le immatricolazioni all'Università di Bologna, quello di Rimini è l'unico campus romagnolo dell'Alma Mater che perde studenti. Nel 2025 ci sono state 1471 matricole a fronte delle 1580 dell'anno precedente, 109 in meno (-6,9%). Un calo, però, attribuibile - ha spiegato il Rettore dell'Università di Bologna, Giovanni Molari - alla sospensione per un anno (sarà riproposto nel prossimo anno accademico) di un corso e al trasferimento di un altro corso a Bologna. Tolte queste due "perdite", i numeri sono in linea con l'anno precedente. Si conferma la forte internazionalizzazione del campus grazie anche ai tanti corsi in lingua inglese. In totale l'Ama Mater conta 26.818 nuovi iscritti, in linea con gli ultimi tre anni (nel 2024 erano stati 26.784), crescono gli studenti extra UE (gli unici cali riguardano Turchia, Pakistan e Russia) e c'è anche un aumento di ragazzi provenienti dai paesi europei.

Nel dettaglio: 15,4% aumento del 20% + 53% rispetto a 3 anni fa, Paesi oltre 100 da Cina (443, +11%), Iran 334 (+4%), Camerun 221, Romania 218 (5,3%), Turchia 206 (calo), India, Pakistan e Russia (ultimi 2 in calo). Est Europa + 11%, Medio oriente -9, Estremo Oriente +15%, Europa +10%, America +15%.

C'è però un dato negativo che fa riflettere: la diminuzione di studenti provenienti da fuori regione. "Oltre al calo demografico che comincia a farsi sentire anche all'università, tra gli elementi da considerare - spiega Molari - c'è l'aumento del costo della vita che a Bologna è significativo". A ciò si aggiunge che le lauree triennali portano con sè la tendenza a restare più vicini a casa e poi c'è il problema degli alloggi. E qui si apre il capitolo delicato studentati: "Noi abbiamo fatto la nostra parte - ha affermato il Rettore - ma da soli non riusciamo. Anche perché l'obiettivo di una università, anche se noi ci impegniamo per portarlo avanti, non è quello di creare studentati". Numeri alla mano il Rettore ha detto che la situazione è migliore in Romagna piuttosto che a Bologna, dove il problema è molto sentito.

Andando ad ampliare il quadro alla Romagna, nel complesso si registra un aumento delle immatricolazioni. A Cesena gli iscritti sono 1634 (nel 2024 1578) con +3,5%, a Ravenna 1326 (nel 2024 1297) + 2,2% e a Forlì 2426 (nel 2024 2350) + 3,2%. 

Sugli oltre 26mila neo iscritti, sono in calo coloro che hanno un diploma liceale, aumentano quelli con diploma estero, sostanzialmente stabili i diplomati di tecnici e professionali. In merito ai corsi di laurea la magistrale +2-3%, unico +5.8% (medicina, specie Ravenna e Forlì), triennali -2,3% (con la chiusura di un paio di corsi)

La nota dell'Alma Mater

Nel dettaglio, i nuovi iscritti all’Alma Mater per l’anno accademico 2025/2026 sono 26.818, rispetto ai 26.784 dello scorso anno accademico alla stessa data.
 
Aumentano del 2,3%, superando quota 9.900, le immatricolazioni ai corsi di laurea magistrale. In aumento anche i nuovi iscritti ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico (5,8%), mentre segna una leggera flessione il numero di immatricolati nei corsi di laurea triennale (-2,3%).
 
Rispetto alla distribuzione nei Campus, resta stabile la sede di Bologna e sono in aumento i Campus di Cesena (+3,5%), Ravenna (+2,2%) e Forlì (3,2%), mentre il leggero calo della sede di Rimini (-6,9%) è dovuto a una rimodulazione dell’offerta formativa, al netto della quale si registra un aumento dei nuovi iscritti.
 
Come lo scorso anno, diminuiscono i nuovi iscritti in arrivo delle regioni del Sud Italia (-13,8%): un dato che riflette dinamiche territoriali già osservate negli ultimi anni.  Aumentano, realisticamente sulla base delle stesse dinamiche, i nuovi iscritti in arrivo da Bologna e provincia e dall’Emilia-Romagna.
 
L’Università di Bologna continua a primeggiare per quanto riguarda gli studenti internazionali, con un incremento del 10,4% rispetto allo scorso anno e del 53,4% rispetto a due anni fa, segnando crescite notevoli da Camerun (+121%), Kazakistan (+49%), Tunisia (+24,1%), India (+14,9%), Cina (+11,6%), Iran (+4,4%), ma anche dall’Europa: Polonia (+52,3%), Bulgaria (+43,2%), Francia (+37,8%), Albania (+17,6%). In numeri assoluti, le comunità internazionali più rappresentate tra i nuovi iscritti sono Cina (443 immatricolati), Iran (334), Camerun (221), Romania (218), Turchia (206). In crescita anche la percentuale delle studentesse sul totale degli studenti con cittadinanza internazionale (58,2% rispetto al 54,7% dello scorso anno).
 
Guardando poi ai dati d’insieme, è da segnalare il continuo calo di chi abbandona gli studi (-2,6% negli ultimi quattro anni accademici) e la crescita degli iscritti regolari (+0,6% rispetto allo scorso anno). Tra i laureati, il 58,6% proviene da famiglie senza titolo di laurea (laureati first generation): questo dimostra la perdurante funzione di ‘ascensore sociale’ svolta dal sistema universitario pubblico italiano.
 
Per quanto riguarda il diritto allo studio – da sempre una priorità dell’Alma Mater – è significativa la percentuale degli studenti che beneficia dell’esonero totale dalle contribuzioni studentesche (si tratta di 23.877 studenti), in linea con lo scorso anno (-1,8%), in un contesto di rimodulazione delle soglie ISEE.
 
L’impegno dell’Ateneo verso la comunità studentesca è confermato, infine, dal dato riguardante gli alloggi: rispetto allo scorso anno, infatti, sono disponibili +159 posti letto gestiti da ER.GO., per un totale di oltre 2.400 posti nelle città del Multicampus.
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di Andrea Polazzi
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