Arriva l'alcolock: 2mila € per installarlo, ma ci sono carrozzieri autorizzati?
Con la pubblicazione dell’elenco dei dispositivi permessi, delle officine autorizzate al montaggio e dei veicoli compatibili, diventa pienamente operativa la normativa sull’alcolock. Si tratta della sanzione accessoria prevista per la guida in stato d’ebbrezza prevista dal nuovo codice della strada: in sostanza, i conducenti condannati in via definitiva per un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l o a 1,5 g/l, una volta riottenuta la patente, per almeno un paio d’anni potranno guidare solo con questo dispositivo che impedisce l'avviamento del motore nel caso in cui il tasso alcolico risulti superiore a zero. Fin qui la norma. Tante però le criticità sollevate dagli addetti ai lavori, carrozzieri in primis. Su molte vetture datate risulta infatti tecnicamente impossibile installare il dispositivo. E il parco auto italiano ha un’età media piuttosto elevata (13 anni). C’è poi un problema di concorrenza, sottolineato da Federcarrozzieri: seppur tutte in possesso dei requisiti di legge, potranno infatti installare l’alcolock solo le officine indicate dai produttori del dispositivo. E al momento sul Portale dell’Automobilista, solo due risultano ammessi (Breatech Alcolock B1000 e Zaldy Alcolock). Ulteriore beffa, tra gli installatori autorizzati non solo non ce ne sono nel riminese, ma neppure in tutta l’Emilia Romagna. Anche se l'elenco dovrebbe essere in aggiornamento.
"E' bene ricordare - spiega Giovanni Bucci, responsabile provinciale della CNA autoriparazioni (l'associazione rappresenta una cinquantina di carrozzieri) - che per i carrozzieri è un'opportunità e non un obbligo. Al momento non so se ci sia qualcuno che abbia avviato la pratica per rientrare tra gli installatori autorizzati. L'autorizzazione deve essere fornita dalle ditte costruttrici di questi apparecchi. C'è da capire se il gioco vale la candela. Si consideri che va fatta la formazione dei propri dipendenti e si tratta di strumenti che possono essere installati solo su auto di ultima generazione, che hanno la predisposizione. Va capito di quanti mezzi si possa parlare per il nostro territorio. Le considerazioni sono tante ecco perché ne parleremo con i nostri associati in un incontro che faremo il prossimo 5 marzo".
Un grosso problema anche per gli automobilisti già chiamati a sborsare di tasca propria i 2mila euro di installazione a cui si aggiungono i costi di taratura periodica, di manutenzione e per i boccagli monouso. Ma non è finita. C’è anche il paradosso delle famiglie con un solo veicolo condiviso: tutti coloro che lo guidano dovranno soffiare nel boccaglio e avere tasso alcolemico pari a zero per far partire il mezzo.










