Indietro
menu
la difesa: ora l'appello

Arbitro a processo per violenza su un'atleta 16enne: condannato in primo grado

In foto: L'aula Falcone-Borsellino del tribunale di Rimini
L'aula Falcone-Borsellino del tribunale di Rimini
di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 2 min
Tempo di lettura 2 min

Due anni e 4 mesi di reclusione. E' la condanna di primo grado emessa dal tribunale collegiale di Rimini nei confronti di un arbitro internazionale di scherma che nel maggio del 2021 avrebbe approfittato dell'inferiorità fisica di un'atleta, causata dall’abuso di sostanze alcoliche, per baciarla e palpeggiarla più volte all’interno della stanza d’albergo a Riccione dove alloggiava.

Un abuso che si sarebbe interrotto quando la ragazzina, che all'epoca aveva 16 anni e partecipava ai Campionati Italiani di scherma Cadetti e Giovani, trovò la forza di alzarsi dal letto e di precipitarsi fuori dalla stanza. L'imputato, un 46enne siciliano, difeso dagli avvocati Vainer Nanni del foro di Rimini e Antonella Senatore del foro di Salerno, ha sempre respinto gli addebiti. Il pubblico ministero Luca Bertuzzi aveva chiesto una condanna a 5 anni. Soddisfatta, nonostante la riconosciuta colpevolezza, la difesa, che ora spera di riformare la sentenza in sede di Appello: "E' stata riconosciuta l'ipotesi più lieve di violenza che confidiamo possa essere cancellata del tutto nel processo di secondo grado - dichiara l'avvocato Nanni -. Del resto l'impianto accusatorio, che è stato fortemente ridimensionato, a nostro avviso poggiava su piedi d'argilla. In attesa di leggere le motivazioni, ci prepariamo all'appello convinti di poter smantellare del tutto la ricostruzione dell'accusa".  

In passato l'arbitro 46enne era stato coinvolto in un’altra vicenda analoga: alle olimpiadi di Tokyo fu sospeso per 30 giorni dalla Federazione italiana di scherma dopo che una giovane collega lo aveva accusato di molestie. La vicenda si era poi conclusa con un patteggiamento.

 

Altre notizie