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Sul sito con assessore e Lega

Anfiteatro, sopralluogo con la sottosegretaria. Analisi georadar su sottosuolo

In foto: il sopralluogo all'Anfiteatro con la sottosegretaria Borgonzoni
il sopralluogo all'Anfiteatro con la sottosegretaria Borgonzoni
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Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Una nuova campagna di analisi georadar, realizzata direttamente dal Ministero nell'area dell'Anfiteatro romano di Rimini, per capire cosa si trova ancora nascosto sotto il terreno. Questa la volontà esposta dalla sottosegretaria alla cultura Lucia Borgonzoni durante il sopralluogo nel sito, avvenuto in mattinata. Con lei la dottoressa Annalisa Pozzi, funzionaria della Soprintendenza archeologica Belle Arti e Paesaggio di Ravenna, l'assessore alla cultura Michele Lari, e tre esponenti della Lega: l'onorevole Jacopo Morrone, il consigliere Enzo Ceccarelli e il segretario comunale Gilberto Giani

Come amministrazione – sottolinea Lari – abbiamo ribadito ancora una volta anche alla sottosegretaria Borgonzoni la piena disponibilità a collaborare con il ministero e con gli enti coinvolti nel rispetto delle competenze per tutti i prossimi ed eventuali approfondimenti che si vorranno condurre, anche sulla scorta della ricerca che lo stesso Comune ha commissionato agli archeologi Martina Faedi e Christian Tassinari lo scorso anno". Sulla possibilità di ulteriori analisi dell’area, l'assessore ha precisato "che, ovviamente, dovranno essere organizzate insieme alla Soprintendenza e agli Enti locali attraverso specifici accordi e convenzioni tecniche, così come prevede la normativa del settore". 

"Dopo anni di impasse e di infinite discussioni crediamo sia giunto il momento della concretezza" solo invece le parole degli esponenti del Carroccio. “Per troppo tempo - aggiunge Ceccarelli - le varie amministrazioni riminesi succedutesi fin dal dopoguerra hanno sottovalutato l’importanza di questo sito archeologico pur promettendo a più riprese di mettervi mano. Oggi abbiamo la certezza che si faranno analisi approfondite grazie al sottosegretario Borgonzoni e al ministero”. 
Studi storiografici e archeologici - concludono l'onorevole Morrone e Ceccarelli - attestano che i ruderi dell’anfiteatro non sono che una minima parte di quello che c’è sotto terra. Le analisi georadar confermeranno se valga la pena avviare uno scavo sistematico. È infatti più che evidente che ritrovamenti archeologici rilevanti hanno un effetto benefico non solo sull’indotto locale, stimolando turismo e economia, ma anche sull’identità storica e sulla crescita culturale di una comunità”.

Da parte sua, l'amministrazione ha confermato alla sottosegretaria la volontà di proseguire nel lavoro progettuale di valorizzazione della parte archeologica emersa dell’anfiteatro, il cui recupero era stato inserito anche nel dossier di Capitale Cultura. "Condividiamo l’input arrivato nei mesi scorsi dalla Soprintendenza - spiega Lari - ad avviare un intervento articolato di riqualificazione dell’area, come per altro da impegno preso dal sindaco, attraverso un intervento sul verde, sui percorsi pedonali, sull’illuminazione. Un intervento che possa permettere non solo una migliore visibilità del sito, ma soprattutto una maggiore fruizione e accessibilità da parte della città. Un obiettivo che credo possa essere condiviso in maniera bipartisan”. 

All'inizio del 2025, il Comune di Rimini aveva affidato agli archeologi Martina Faedi e Christian Tassinari l’incarico di svolgere un’approfondita ricerca d’archivio e bibliografica sull’anfiteatro per ricostruire tutta la documentazione disponibile e porre le basi per successivi approfondimenti archeologici. La ricerca, presentata in quarta commissione nel settembre dello stesso anno, suggeriva la "necessità di un approccio multidisciplinare alla tutela e valorizzazione del sito" integrando la dimensione archeologica, quella urbanistica e quella archivistica. 

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