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La replica: più soccorritori

Ambulanze in servizio senza infermiere. I dubbi in un'interrogazione in Regione

In foto: repertorio
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di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Più della metà degli interventi del 118 in Romagna prevede solo l'accompagnamento dell'assistito al Pronto soccorso. Mentre quando sono necessarie prestazioni sanitarie la Centrale operativa invia un mezzo di soccorso con medico o con infermiere. Lo precisa l'assessore regionale alla Sanità dell'Emilia-Romagna, Massimo Fabi, rispondendo oggi in commissione a un'interrogazione in merito del consigliere di Fratelli d'Italia Luca Pestelli, che chiede conto se sia definitivo il progetto che prevede un'ambulanza in servizio senza infermiere. Il consigliere vuole sapere in particolare "se, come avrebbe affermato l'assessore regionale Fabi, questo modello sia diventato strutturale, in quanto si teme una rimodulazione in questo senso dell'emergenza territoriale dell'Ausl Romagna". L'assenza della figura professionale dell'infermiere a bordo del mezzo per Pestelli comporterebbe "inevitabilmente un abbassamento di efficacia ed efficienza nel servizio del 118". L'Ausl Romagna, replica Fabi, ha aumentato il numero dei soccorritori e "la qualità del soccorso nei territori di competenza risulta fra le migliori a livello nazionale". L'assessore, replica Pestelli, "conferma che la riorganizzazione del servizio è strutturale. Per questo ho perplessità sull'ottimizzazione del servizio, in quanto non è raro che in un intervento con soli soccorritori si ravvisi poi la necessità di inviare in rapida sequenza anche i sanitari. In Romagna, peraltro, risultano, rispetto al numero di abitanti, meno mezzi attrezzati che in Emilia".

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