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il consuntivo dell'estate

Balneazione. Rimini valida la Bandiera Blu col numero minimo di divieti dal 2011

In foto: repertorio (Newsrimini)
repertorio (Newsrimini)
di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Un risultato frutto della combinazione di un'estate con precipitazioni nella norma e delle infrastrutture del PSBO. A Rimini l'estate 2026, quella del ritorno della Bandiera Blu, è stata l’estate con il numero assoluto più basso di divieti di balneazione dal 2011 e con il rapporto percentuale più basso di divieti rispetto al totale di aperture degli sfioratori. Dal primo maggio al 30 settembre scorso sono stati solo 13 i divieti di balneazione sulla costa riminese, il minimo negli ultimi sedici anni.
Rispetto alle 51 aperture degli sfioratori a mare (molti dei quali negli anni sono diventati di sole acque meteoriche) effettuate in occasione di precipitazioni intense durante i cinque mesi estivi: solo una volta su 4 (25,5%) l’apertura delle paratie ha dato luogo a divieto di balneazione.
Per ritrovare un dato simile bisogna guardare al 2021: anche quell’anno furono 13 i divieti di balneazione, a fronte però di una stagione ancora meno piovosa di quella da poco conclusa - 87,2 millilitri di pioggia caduta nel 2021, contro i 157,7 del 2026 – e su un totale di 30 aperture degli sfioratori, con un rapporto percentuale tra divieti e aperture del 43,3%. Ancora: nel 2022, con un numero simile di eventi piovosi oltre i 5 mm (9 nel 2022, 8 nel 2021) e oltre i 10 mm (7 nel 2022, 5 nel 2021) i divieti di balneazione furono 37 su 69 aperture degli scarichi, pari al 53,6%.
Mettendo a confronto le stagioni 2014 e 2025: a fronte degli stessi eventi piovosi oltre i 5 mm (23) si è passati da 183 a 39 divieti di balneazione.
Nell’anno 2011 - quando nessun intervento del Psbo era ancora stato realizzato - vi furono dieci eventi piovosi oltre i 5 mm e otto oltre i 10 mm, le aperture degli sfioratori furono 86 per 85 divieti di balneazione, pari al 98,8%.
Il PSBO, avviato nel 2013, ha portato al raddoppio del Depuratore di Santa Giustina, alla realizzazione delle vasche Ospedale e Kennedy e alla separazione delle reti in varie zone della città, con la riqualificazione di otto scarichi a mare, trasformando radicalmente la gestione ambientale della costa riminese. Il PSBO prosegue con la realizzazione dei due nuovi presidi idraulici a Bellariva e a Rivazzurra, della dorsale Ausa, così come con gli interventi di separazione delle reti fognarie nella zona nord, insieme alla regolarizzazione degli allacci privati nel bacino del Brancona, con il completamento degli ultimi lotti.
La qualità delle acque riminesi è stata confermata anche dai riscontri dei controlli che periodicamente Arpae effettua sulle coste dell’Emilia Romagna, con tutti i punti monitorati risultati pienamente conformi ai parametri di legge.  
“Dietro questi numeri c’è l’evoluzione di una città che ha messo il mare, l’ambiente, il risanamento idraulico al centro del suo progetto di sviluppo – sottolineano il Sindaco Jamil Sadegholvaad e l’assessora all’Ambiente Anna Montini – Oggi, a dodici anni dall’avvio degli interventi del piano di salvaguardia della balneazione e nell’anno in cui Rimini ha accolto il ritorno della bandiera blu sulle nostre spiagge, raccogliamo i frutti concreti e tangibili di un investimento lungimirante e pensato sul lungo periodo, impegnativo per l’impatto dei cantieri, per i sacrifici richiesti ai cittadini, ma al tempo stesso all’avanguardia e ambizioso, tanto da essere riconosciuto tra le opere più rilevanti a livello internazionale per la salvaguardia degli ambienti marini”.
 
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