Allo spazio Convivio i 'Confini mobili' firmata da Paola Amati e Clarita Kuo
PERLarte raddoppia. Lo spazio Convivio, allestito da IEG al Palacongressi di Rimini ospiterà una nuova esposizione di opere, Confini mobili, firmata da due artiste: Paola Amati e Clarita Kuo.
Fino al 31 maggio, la mostra a ingresso libero e curata da Matteo Sormani di Art preview/Augeo Art Space, viene proposta ai cittadini e alle migliaia di congressisti che frequenteranno la struttura di via della Fiera.
Per prenotare la visita è a disposizione una segreteria allo 0541.711500 e alla mail info@riminipalacongressi.it.
L’inaugurazione di ‘Confini mobili’ è in programma sabato 24 gennaio alle 17.30. L’intento, oltre a valorizzare due giovani artiste, è quello di testimoniare l’esito di contaminazioni fra culture e scuole artistiche internazionali con un forte ancoraggio alla quotidianità e alle relative esperienze.
PERLarte è un'iniziativa artistica nata nel 2020 e promossa da IEG con la sua divisione Event&Conference per connettere le opere di artisti locali con il Palacongressi di Rimini. Le loro opere creano un ponte tra arte, eventi congressuali e la città, con l'obiettivo di valorizzare il territorio.
“Il successo delle mostre di PERLarte – spiega Fabio De Santis, direttore della divisione Event & Conference di IEG – somma l’interesse dei cittadini e degli ospiti che, frequentando il Palacongressi, volentieri ricavano tempo per una parentesi di conoscenza dell’arte. Dedichiamo questi spazi ad artisti locali e ciò arricchisce l’esperienza in città degli ospiti”.
“La pittura fa parte da sempre della mia vita – racconta Paola Amati - Per molti anni mi sono dedicata alle decorazioni d’interni e alla pittura su stoffa, collaborando con marchi internazionali come Moschino e Rifat Ozbek. Oggi la mia ricerca è interamente concentrata sulla pittura a olio: ogni tela è la mia personale interpretazione del reale, un ponte tra ciò che si vede e ciò che vibra sotto la superficie. Per raccontare questa visione scelgo lo sguardo come fulcro espressivo. Gli occhi per me sono una soglia: illuminano il mistero custodito nell’anima e rivelano ciò che non sempre riusciamo a dire a parole. I volti che dipingo diventano così un gioco di specchi: riflettono il soggetto, ma anche chi li guarda, creando un dialogo intimo, silenzioso e profondo. Nel corso degli anni ho esposto in varie mostre collettive, e alcune mie opere sono entrate in collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero”.
Clarita Kuo invece proviene da Taiwan e dopo aver attraversato il mondo, da oltre un decennio ha scelto l’Italia e Rimini come sua casa, fondendo con naturalezza due universi, due ricche tradizioni e differenti concezioni di bellezza. Questa fusione trova espressione nelle sue affascinanti pitture, che raggiungono una sintesi armoniosa tra Oriente e Occidente.
Ogni sua pennellata rivela una profonda sensibilità, che abbraccia sia la scelta dei materiali sia la meticolosa dedizione che infonde in ogni creazione.
“Ho ereditato da mio padre – dice Clarita Kuo - un maestro artigiano di interni opulenti per yacht di lusso, un acuto senso delle texture e dell’interazione tra i materiali. Da mia madre, abile sarta con un eccezionale occhio per le proporzioni e i dettagli, ho appreso l’arte dello studio accurato e dell’esecuzione impeccabile, trattando ogni dipinto come se fosse un capo di alta moda”.
Tra le sue fonti di ispirazione spicca Zao Wou-Ki, pittore cinese naturalizzato francese, celebrato come il “Picasso cinese”, che attraverso l’arte astratta cercava di rappresentare l’invisibile e catturare l’essenza della natura.
In precedenza, le mostre avevano ospitato le opere di Maria Luisa Tadei, Luca Giovagnoli, Davide Conti, Davide Frisoni, Alessandro la Motta e Leonardo Blanco, oltre che degli studenti del corso di Graphic Design 3 della LABA di Rimini (Libera Accademia di Belle Arti).












