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Occorre fare sistema

Aeroporti, Rimini sale e Forlì scende. Cisl: basta guerre tra scali

In foto: aereo in atterraggio (foto pexels)
aereo in atterraggio (foto pexels)
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Come evidenziato anche in un nostro recente articolo (vedi notizia), i dati di traffico dei primi sette mesi vedono l'aeroporto di Rimini crescere del 41,5% e superare i 320 mila passeggeri (toccando poi in agosto i 430mila) mentre il "Ridolfi" di Forlì registra un calo del 6,7% a luglio, fermandosi a circa 52 mila passeggeri. 
Di fronte a queste cifre, CISL Romagna e FIT CISL Emilia Romagna esprimono preoccupazione per il ritorno di toni da "derby dei cieli" tra i territori, come emerso nelle ultime dichiarazioni di amministratori ed esponenti politici locali. Una stessa misura di sostegno regionale (il taglio della council tax) ha prodotto risultati opposti sui due scali e secondo il sindacato questo è un "segno che il tema non è solo fiscale, ma riguarda strategia commerciale, collegamenti infrastrutturali e capacità di fare massa critica sul territorio".
"Come organizzazioni sindacali che hanno a cuore il lavoro e lo sviluppo di tutta la Romagna – dichiarano CISL Romagna e FIT CISL Emilia Romagna – non possiamo permetterci che gli scali di Forlì e Rimini si facciano concorrenza a vicenda, disperdendo risorse ed energie che dovrebbero invece essere messe in comune. Dietro ogni volo, ogni rotta, ogni passeggero ci sono lavoratori, indotto turistico, logistica: persone che pagano il prezzo di scelte frammentate e di programmazioni discontinue." La Cisl chiede alla Regione, ai Comuni e agli enti gestori aeroportuali di accelerare questo percorso, superando la logica della somma di due aeroporti in competizione tra loro per creare  un vero sistema integrato della mobilità romagnola, che metta a rete aeroporti, stazioni ferroviarie, viabilità e porto di Ravenna, valorizzando la posizione baricentrica della Romagna rispetto ai principali flussi turistici e commerciali.
"La proposta di un asse Forlì-Ravenna può avere senso – conclude il sindacato – solo se inserita in un disegno più ampio di sistema, non come mossa isolata di un territorio in difficoltà. La vera partita non è chi vince tra Forlì e Rimini, ma se la Romagna nel suo complesso saprà finalmente fare squadra, garantendo stabilità occupazionale e prospettive di crescita a tutti i lavoratori del comparto."

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