sua città adottiva
A 50 anni da Profondo Rosso Rimini dedica un luogo a Clara Calamai
In foto: Clara Calamai in una foto della mostra del 2022

di Redazione

Ven 29 Ago 2025 10:45 ~ ultimo agg. 10:52
Cosa unisce forse il più famoso film horror del cinema italiano, che proprio in questi giorni celebra i fasti dei suoi 50 anni, a Rimini? Una donna, un’attrice che a sua volta tra pochi giorni, l’8 settembre per l’esattezza, verrà onorata dalla sua città adottiva con l’intitolazione della rotatoria tra via Popilia e via Beltramini. Il suo nome è Clara Calamai: una diva eterna. A ricordarlo l'assessore alla cultura Michele Lari.
"Nel 1975 - spiega - usciva ‘Profondo Rosso’, capolavoro slasher di Dario Argento che, a suon di incassi record allora e successivi omaggi cinefili da tutto il mondo, è la pellicola che più ha spaventato tre generazioni di italiani nell’ultimo mezzo secolo. Nonostante le pochissime pose, tra i volti iconici di quel film spicca Clara Calamai: indimenticabile il suo volto spiritato, riflesso nello specchio a svelare (spoiler!!!) finalmente il sadico serial killer".
E Clara Calamai ha avuto una vicenda umana e professionale singolare, che un giorno ha incrociato proprio Rimini. "Inizialmente diva del cinema autarchico (il primo nudo sul grande schermo fu il suo, nel 1941), quindi protagonista di una pietra miliare del neorealismo come ‘Ossessione’ di Luchino Visconti, infine al tramonto della carriera viso e corpo (e mani guantate) per ‘Profondo Rosso’, Calamai si spense a Rimini, dove ormai risiedeva da anni, nel 1998, accompagnata dalle amorevoli cure del nipote Marino Bonizzato. ‘Zia Clara’ era appunto il titolo di una bella e curiosa mostra, organizzata alla Galleria dell’Immagine nel 2022, che esponeva foto, quadri, oggetti appartenuti alla diva. Clara Calamai riposa al Cimitero di Rimini e a segnare quel luogo sta una stele".
"L’8 settembre, dunque, a lei verrà ufficialmente intitolata una rotatoria in città. A onorare una figura grande della nostra cinematografia, a ricordare il legame profondo tra la città e il cinema (al di là di Federico Fellini, proprio sull’horror ricordiamo le opere di Davide Montecchi e quella spruzzata di spavento alla riminese in ‘Zeder’ di Pupi Avati), a significare che qui a Rimini trovano sempre patria le persone speciali e uniche. E Clara Calamai lo era. E questo non è uno spoiler".
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