Indietro
menu
rischiano 30 anni

L'amico non paga il "fumo" e lui viene tenuto in ostaggio. A processo i sequestratori

In foto: la stazione mobile di Riccione
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: < 1 minuto
lun 19 dic 2022 18:50 ~ ultimo agg. 20 dic 11:22
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura < 1 minuto
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Si è aperto questa mattina davanti alla Corte d’Assise di Rimini, alla presenza del procuratore della Dda di Bologna, Marco Forte, il processo a carico di tre senegalesi, due di 24 anni e uno di 18, per i reati di sequestro di persona ai fini di estorsione, rapina e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio in concorso, commessi a Riccione lo scorso 23 agosto (vedi notizia).

I tre imputati, difesi dagli avvocati Tiziana Casali, Francesca Baroncelli e Federico De Micheli (quest’ultimo del Foro di Milano), erano stati arrestati dai carabinieri di Riccione per aver tenuto in ostaggio per oltre un’ora un turista lombardo di 18 anni. Il sequestro di persona, stando alla ricostruzione dei militari, sarebbe avvenuto di notte sul lungomare di Riccione, dopo che l’amico del 18enne era scappato senza aver pagato ai tre senegalesi alcuni grammi di marijuana. Se condannati, rischiano fino a 30 anni di reclusione.

I loro legali questa mattina hanno chiesto e ottenuto dalla Corte d’Assise l’acquisizione dei 21 filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona, che immortalarono i diversi momenti del sequestro. Secondo la difesa, quelle immagini proverebbero la mancanza di costrizione e di conseguenza scagionerebbero i tre imputati (che si trovano ancora in carcere) dall’accusa più grave.

La prossima udienza è stata fissata il 16 gennaio, quando compariranno in aula i testi del pubblico ministero. Due settimane dopo, invece, sarà la volta dell’esame degli imputati e della visione dei 21 filmati. Il 18enne, vittima del sequestro, non si è costituito parte civile nel processo.