Indietro
menu
la deroga in discussione

Pesca delle vongole di mare a rischio stop. La Regione pressa l'UE

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: < 1 minuto
lun 3 ott 2022 18:32
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura < 1 minuto
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

La Regione è pronta a bussare alla Unione Europea perché autorizzi la pesca delle vongole romagnole (le “poveracce”). “Siamo pronti – afferma l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammia chiedere alla stessa commissione europea di introdurre una apposita norma che autorizza il prelievo, a fronte di comprovati studi scientifici, delle ‘venus gallina’, le vongole di mare. Occorre che sia assunta per via definitiva la misura dei 22 millimetri come soglia minima. Normativa fondamentale per centinaia di pescatori emiliani-romagnoli”. Sta infatti per scadere, a fine anno, la deroga per il prelievo in Adriatico della ‘vongola di mare’, con gli europarlamentari spagnoli pronti a contrastare la deroga per l’Italia”.

Ma per la Regione quella proroga è vitale per l’economia della pesca regionale, dal momento che l’Ue ha fissato come soglia minima per il prelievo dei molluschi 25 millimetri: una taglia troppo alta per le ‘venus gallina’. “Come dimostrano gli studi scientifici effettuati in questi anni- prosegue l’assessore- la deroga non ha inciso negativamente sulla riproduzione dei bivalvi e sull’ecosistema marino, grazie anche alle azioni ambientali e di sostenibilità dei nostri pescatori. Si tratta di un risultato molto importante per l’economia ittica del territorio regionale: la mancata deroga avrebbe assestato infatti un duro colpo al comparto già colpito dalla pandemia e dalla chiusura dell’Horeca e dai recenti fenomeni di anossia che hanno interessato alcune porzioni di mare dove viene praticata l’acquacoltura”. In Emilia-Romagna la flotta delle imbarcazioni con draga idraulica è composta da 54 unità di cui 18 iscritte al compartimento marittimo di Ravenna e 36 a quello di Rimini, rispettivamente organizzate in due consorzi di gestione molluschi”.

]