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16 gli ultracentenari riccionesi

Il signor Aldo centenario insieme a Riccione. Alla festa anche la sindaca

In foto: la sindaca Angelini insieme ad Aldo Minguzzi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 18 ott 2022 12:05 ~ ultimo agg. 12:45
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Ha accolto la sindaca di Riccione Daniela Angelini il giorno del suo centesimo compleanno circondato dalla sua famiglia. Aldo Mingucci è nato il 17 ottobre del 1922 e ha de giorni in più di Riccione. Ieri per festeggiarlo insieme alla prima cittadina tutta la sua grande famiglia composta da figli, nipoti e pronipoti.  A Riccione gli ultracentenari sono 16 e la più anziana di tutti ha compiuto 108 anni il 4 luglio. Di questi, tre sono nati nel 1919 (103 anni) 4 invece sono del 1920, 2 sono del 1921 e ben 6 hanno varcato la soglia dei 100 anni nel 2022.

Siamo in quattordici” – ha esordito Aldo, presentando la sua famiglia alla sindaca che gli ha letto una lettera di auguri da parte sua e tutta l’amministrazione comunale.

“Sono rimasta molto colpita dal racconto che mi hanno fatto sulla sua vita. Una esistenza la sua, fatta di lavoro e famiglia. Una vita la sua, caro Aldo, fatta sicuramente di sacrifici, ma anche di tante soddisfazioni grazie alla bella famiglia che ha creato con la sua amata Anna. Una storia d’amore che dura da 70 anni. La sua vita è un grande esempio per tutti noi.  Lei è stato un grande lavoratore e questo è ammirevole. Anche dopo la pensione non si è fermato ed ha sempre continuato a tenersi impegnato curando i giardini. Padre di famiglia impeccabile, i suoi figli mi raccontano che alla vostra famiglia non ha mai fatto mancare nulla. Grazie al suo lavoro Lei ha permesso loro di studiare e realizzarsi, nonostante i tempi duri e le condizioni non sempre favorevoli. Dai racconti sulla sua vita raccolti, mi dicono che lei a Riccione ama ritrovarsi con gli amici in piazzale San Martino, respirare l’aria buona del mare, tenersi attivo con il corpo e con la mente. In questo giorno importante l’Amministrazione Comunale di Riccione è al Suo fianco con un caldo abbraccio. Le rinnovo i miei Auguri di serenità, buona vita e soprattutto . Buon Compleanno!”.

Aldo Mingucci nasce a Gemmano in una famiglia di contadini e sin da piccolo impara le tecniche per coltivare i campi; diventato ragazzo si sposta prima a Coriano e poi a Riccione in cui, grazie al cugino, inizia a fare il muratore, lavoro che porterà avanti fino alla pensione. Sono le sue mani a costruire parte della casa in cui vive ora insieme alla famiglia, sono le sue mani che ne curano il giardino e che, arrivato alla pensione, cureranno i giardini dei turisti bolognesi che si affidano alle sue competenze per avere un verde impeccabile attorno alle proprie ville.

Da giovane ha fatto il militare a Trieste e ha visto la guerra e i suoi orrori. Ricorda quando, per ripararsi dalle bombe, era costretto a nascondersi nelle grotte in cui passava il treno che portava da Rimini a San Marino: una ferrovia che non esiste più, ma che per Aldo è stata la salvezza nei momenti più duri.

È a Coriano che conosce sua moglie Anna, con la quale ha due figli, Corrado e Vilma. Si innamorano e si sposano, e dopo oltre 70 anni sono ancora insieme. Hanno tre nipoti: Michele e Stefano, figli di Corrado, e Denis, figlio di Vilma. Hanno anche quattro pronipoti, Mia, Bianca, Ginevra ed Edoardo, il piccolino di casa, che ha compiuto due anni a luglio.

È lo stesso figlio Corrado che afferma come Aldo sia stato un impeccabile padre di famiglia, che non ha mai fatto mancare niente ai figli, e che ha permesso loro di studiare e realizzarsi, nonostante i tempi duri e le condizioni non sempre favorevoli.

Arrivato alla pensione, Aldo non ha smesso di tenersi occupato: ha fatto l’aiuto bagnino a Rimini Miramare per due anni e il giardiniere per cinque o sei anni nelle ville di facoltosi bolognesi vicino al Castello degli Agolanti. Sebbene negli ultimi tempi i segni dell’età si siano fatti sentire, ha vangato e curato il giardino fino all’anno scorso.

A Riccione ha i suoi luoghi del cuore: amava andare ne La vecchia Riccione, un bar a Riccione Paese che negli anni ’70 e ’80 accoglieva lui e i suoi amici per stare in compagnia e guardare l’Inter alla televisione. Ora il bar non c’è più, sostituito dalla pizzeria Manna, ma la passione per l’Inter è rimasta, ed è stata tramandata a figli e nipoti. A Riccione ama ancora ritrovarsi con gli amici in piazzale San Martino, respirare l’aria buona del mare, tenersi attivo con il corpo e con la mente. Che sia questo, in fondo, il segreto per la longevità?