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dal 9 settembre

Scuola e giovani nel nuovo Si Fest, con la direzione artistica di Alex Maioli

In foto: The Cortiços: most of the tenement housing areas in the neighborhood consist of a single bedroom and a small bathroom. Children play in the corridors and gather in the rooms where large families sleep together. Although the structures of these buildings are very degraded, there is a spirit of solidarity and a sense of community.
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
ven 22 lug 2022 14:20 ~ ultimo agg. 19:03
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Marco Pesaresi amava dire che “le fotografie non si guardano, si leggono e ogni volta possono raccontare una storia nuova“. E’ stata la mamma Isa, durante la presentazione della 31esima edizione del SI fest di Savignano, a ricordare la filosofia che sosteneva l’arte del grande fotografo riminese, scomparso ormai 21 anni fa. E sicuramente, ha aggiunto, Marco avrebbe apprezzato il tema di quest’anno: scuola e giovani. Lui che amava fotografare la vita scolastica, come emerso da settanta stampe ritrovate al Ceis lo scorso anno in un baule impolverato.

Le nuove frontiere del Si Fest 2022 dal titolo “Asinelli solitari“, citazione di Pasolini, saranno indagate dal 9 all’11 settembre, con anche eventi e stand in piazza, e poi nei week-end del 17-18 settembre e dell’1-2 ottobre, saltato quello del 25 per le inaspettate elezioni politiche. Quest’anno l’evento porta una nuova firma per la direzione aristica, quella di Alex Maioli. In un mondo sempre più inondato di immagini, il SI FEST cercherà di mettere ordine al caos puntando tutto sull’educazione all’immagine delle nuove generazioni. Con gli studenti si è lavorato nei mesi scorsi a scuola e proprio aule e corridoi dei vari istituti savignanesi saranno i luoghi delle mostre, in un percorso espositivo in gran parte costruito per materie scolastiche: dalla matematica, alle scienze, dalla storia e alla religione. In mostra le fotografie di Lee Miller, Stephen Gill, Stanley Greenberg, Gunner Stahl, Jim Goldberg e tanti autori del panorama internazionale.

Oltre alle scuole, la primaria Dante Alighieri e il comprensivo Giulio Cesare, torna ad essere protagonista del Si fest anche l‘ex consorzio di bonifica, dove saranno raccontati i talebani, gli studenti-guerrieri afgani, la vita nel più antico studentato giapponese, e un fotofiario nella lettonia post comunista degli anni novanta.

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Le proposte nel dettaglio:

Scienze, matematica, storia… ogni mostra è associata a una materia diversa, in un percorso espositivo sperimentale che inizia alla Scuola primaria Dante Alighieri (corso Giulio Perticari, 55/57). La mostra di scienze è dedicata a Morire di classe, storico fotolibro con cui Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin hanno dato slancio alla campagna di Franco Basaglia per la chiusura dei manicomi. La matematica è affidata al fotografo inglese Stephen Gill e al suo A Series of Disappointments, ironica riflessione sul potere dei numeri nelle vite degli scommettitori londinesi; la fisica, invece, al newyorkese Stanley Greenberg, presente con alcune foto da Telescopes e Time Machines, serie dedicate agli strumenti di osservazione dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo, dai buchi neri ai neutrini. Per la biologia, la geografia e la religione, il campo di indagine si allarga al linguaggio video con Nsenene di Michele Sibiloni, reportage sulla caccia alle cavallette in Uganda, In Almost Every Picture #2 di Erik Kessels, racconto di lunghissimi viaggi in taxi verso le mete turistiche europee, e Terremoto Santo di Bárbara Wagner & Benjamin de Burca, indagine sulla potente comunità evangelica brasiliana. La mostra di storia è invece una collettiva che ripercorre gli avvenimenti degli ultimi vent’anni, dall’attacco alle Twin Towers in poi, attraverso immagini di diverse agenzie (fra le altre Associated Press, Magnum Photos, Reuters). Fra tanti autori c’è posto anche per uno splendido esempio di fotografia automatica, con una selezione di fotofinish olimpici che al valore storico-sportivo affiancano un’eleganza formale degna di opere d’arte (educazione fisica).

Interamente internazionale è il percorso espositivo dell’Istituto comprensivo Giulio Cesare (via Galvani, 2). Si parte da una delle più grandi fotografe di tutti i tempi, Lee Miller, capace di produrre nel corso dei decenni lavori artistici, corrispondenze di guerra, servizi di moda e ritratti d’autore mantenendo sempre una solidissima coerenza etica (educazione civica), e si arriva fino alla fotografia degli ultimi anni con Gunner Stahl, ritrattista-principe della scena hip hop americana (musica). Accanto a queste due personali trova spazio una collettiva dedicata alla letteratura, con lavori di autori come Jim Goldberg o Duane Michals che hanno saputo combinare in forma originale fotografia e scrittura.

Abbandonata la scansione in materie, il percorso espositivo prosegue in uno degli spazi storici del SI FEST, l’ex Consorzio di Bonifica (via Garibaldi, 45). Qui tre autori internazionali esplorano culture scolastiche e universi giovanili distantissimi, non solo geograficamente. In Taliban, Thomas Dworzak raccoglie alcuni ritratti privati degli studenti-guerrieri afgani, sostenitori di un regime che appena salito al potere ha vietato la fotografia, ma immortalati in pose vezzose e coloratissimi scatti ritoccati a mano. In The Yoshida Dormitory, Kanta Nomura si avventura nel più antico studentato universitario giapponese, a lungo autogestito e poi abbandonato al suo destino, scoprendo una camera oscura dimenticata da anni. In Early Works, Ivars Gravlejs mette in mostra il suo eccentrico fotodiario scolastico, assemblato nella Lettonia post-comunista degli anni Novanta.