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'Evoluzione dell'offerta'

Sui chiringuiti scontro Confcommercio-Confesercenti. Pari: no a generalizzazioni

In foto: Mirco Pari
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 8 giu 2022 16:19
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Mirco Pari, direttore della Confesercenti provinciale di Rimini, replica alle dichiarazioni di Gianni Indino presidente di Silb-Fipe Confcommercio sul proliferare di attività di ballo abusivo (vedi notizia). A contrariare Confesercenti, in particolare, quanto affermato sui chiringuiti  “dove la sera spuntano dalla sabbia console e postazioni per la somministrazione di alcolici, anch’esse abusive”.

Replica Pari: Non possiamo nascondere la nostra perplessità nel leggere le dichiarazioni di Gianni Indino nelle sue vesti di presidente del Silb-Fipe provinciale. Certo, siamo pienamente d’accordo sul tema della legalità, del rispetto delle regole da parte di tutti gli operatori, dei controlli contro chi elude le norme e concorre slealmente. Pensiamo sia chiaro e condiviso da tutti che non possono essere tollerate attività fuori dalla legalità, né in spiaggia, né su tutto il territorio. Quello della legalità è un tema che deve riguardare tutti. Ma i toni forti usati da Indino nel lanciare accuse indiscriminate descrivono una spiaggia che non risponde alla realtà conosciuta da operatori, residenti e turisti. La spiaggia di notte, i ristoranti sull’arenile, i chiringuiti sono frutto di una politica di rilancio e riqualificazione dell’offerta turistica promossa e sostenuta dalla precedente amministrazione comunale e anche dalla giunta attuale. I chiringuiti sono previsti dal piano spiaggia, amministratori e operatori ci hanno giustamente creduto e oggi sono divenuti parte integrante dei servizi balneari. E’ una naturale evoluzione dell’offerta, come vediamo non solo sulla nostra riviera, ma in tutta la costa romagnola, così come in Italia e all’estero”.

Da Pari una di queste attività anche nel loro ruolo di presidio per la sicurezza: “Indietro nel tempo non si può tornare. In questi anni, inoltre, gli operatori di spiaggia si sono dotati di impianti di sicurezza e servizi di vigilanza privata che monitorano l’arenile anche quando le attività balneari hanno finito la loro giornata di lavoro. Restano aperti in molti casi fino a notte fonda anche i servizi igienici, che comunque vanno mantenuti accessibili fino alle 22 in base alle ordinanze”.

Conclusione: “Dunque sì alle regole, perché la legalità riguarda tutta la cittàMa se ci sono casi singoli di illegalità devono essere denunciati senza accuse generiche e indiscriminate: non ci stiamo a vedere demonizzata tutta la spiaggia come se fosse una terra di nessuno.