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Biologiche e sostenibili

Qualità mense scolastiche. Rimini al quarto posto in Italia

In foto: la vicesindaca Bellini coi bimbi della Coccinella
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 2 giu 2022 13:36 ~ ultimo agg. 13:41
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Rimini si piazza al quarto posto tra le migliori mense scolastiche italiane, guadagnando una posizione rispetto alla classifica precedente.
Il risultato è stato certificato dal settimo Rating dei menu scolastici di Foodinsider, presentato ieri alla Camera dei Deputati.
Lo studio, supportato nel complesso da un’indagine dall’Osservatorio sulle mense scolastiche Foodinsider, ha avuto lo scopo di promuovere e rendere visibili quei modelli di mensa che non hanno l’obiettivo di saziare, ma di nutrire, educare, creare sviluppo economico e sociale nel rispetto dell’ambiente. Quest’anno, in particolare, è stata data grande rilevanza all’applicazione della nuova normativa, i “Criteri Ambientali Minimi”, che i Comuni devono inserire nei nuovi bandi prevedendo più biologico, niente cibo processato, niente usa e getta, soluzioni sostenibili e connessione con il territorio.
Rimini si è distinta per la biodiversità dei piatti, per l’equilibrio della dieta, la capacità di elaborare ricette e la qualità delle materie prime, in gran parte biologiche, ma anche per la varietà di pesce, il kilometro zero e le ricette della tradizione.

Visitare le scuole e le nostre mense – spiega Chiara Bellini, vicesindaca con delega ai servizi educativi del Comune di Rimini – è stata una delle prime attività che ho voluto fare una volta nominata assessora. Visite che continuano regolarmente e che confermano sul campo quanto oggi, alla Camera dei Deputati, hanno confermato i dati del prestigioso rating nazionale di Foodinsider.   In anticipo sulle indicazioni di legge, Rimini si era già dotata durante il periodo della pandemia sanitaria, di nuove soluzioni attente non solo alla qualità dei cibi, ma anche all’impatto ambientale, alla cura delle ricette, alla dignità delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati in tutta la filiera alimentare. Invece di continuare a comprare nuovi contenitori di plastica usa e getta, abbiamo investito nell’assunzione di più personale per la gestione del processo alimentare, perlopiù donne, tra cui diverse incluse in categorie di svantaggio sociale.  Una scelta che ha pagato nella soddisfazione dei piccoli e delle famiglie e, evidentemente, è stata valorizzata anche a livello nazionale. Un risultato per cui ringrazio i nostri collaboratori delle mense, gli uffici del Comune e le maestre che, al pari di ogni altra attività, valorizzano ogni giorno la mensa come momento educativo a tutti gli effetti”.