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Progetto in alto mare

Tiberio e ponte alternativo. Minoranza: è emblema di assenza di programmazione

In foto: ponte di Tiberio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 28 apr 2022 11:19 ~ ultimo agg. 13:37
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Secondo la minoranza consigliare a Rimini l’assenza di un progetto concreto sul tanto dibattuto ponte alternativo al ponte di Tiberio è l’emblema di una assenza ancora più importante. Quella di una programmazione e pianificazione da parte dell’amministrazione comunale. I partiti di minoranza affidano ad una nota congiunta il commento di quanto accaduto nel consiglio comunale che martedì ha messo al centro il tema della mobilità in centro storico (vedi notizia). Nel mirino in particolare la chiusura del Ponte di Tiberio senza avere predisposto alternative. “A fronte della chiara domanda su quale fosse la alternativa in esame (nuovo ponte, tunnel sotterraneo, altro…) – si legge nella nota – abbiamo avuto la conferma che non c’è assolutamente nulla di concreto; e che anzi la giunta ritiene che si debba “agire senza fretta”.” “Ma come? – si chiede la minoranza – Si è chiuso il ponte in fretta, si è fatto il Parco del mare in fretta (salvo poi scoprire la carenza di parcheggi), si è insistito sul fallimentare TRC, ma su questo si deve attendere? E perché mai?“. Secondo la minoranza “anche quando fanno scelte giuste (e vogliamo dire chiaramente che la pedonalizzazione del ponte lo è), poi però mancano nelle doverose armonizzazioni, preventive ed anche postume. E il risultato è l’appesantimento della viabilità e della vivibilità della città“.

La nota firmata dai gruppi di minoranza a Rimini

Abbiamo il compito e il desiderio di raccontare alla città quanto accaduto ieri in occasione del consiglio tematico da noi richiesto sulla viabilità in zona Ponte Tiberio. Quale opposizione costruttiva e collaborativa, abbiamo come sempre offerto alcune soluzioni per migliorare la viabilità, sentendoci rispondere dalla Giunta – con annesso sorrisino sarcastico – che sono soluzioni interessanti, ma che non tengono conto di tutti gli equilibri in gioco (senza scendere poi nei particolari). Noi conosciamo bene il territorio e le esigenze dei riminesi, su questo abbiamo poco da imparare dalla Giunta, ma potremmo forse tenere più facilmente conto di tutti i fattori se l’Amministrazione ci rendesse realmente partecipi dei lavori, degli studi e dei rapporti istituzionali in gioco. La verità però è che la Giunta non ha mai voluto realmente cogliere la disponibilità di una minoranza che, con competenza, rappresenta mezza città.
E se si “concede” al dialogo, lo fa solo quando le serve prendere tempo. Ma al di là delle specifiche soluzioni offerte, ciò che ci preme rappresentare – e di cui abbiamo avuto ennesima conferma ieri – è che non ci sono programmazione e pianificazione degni di questo nome. E la vicenda del ponte è l’emblema di questa inettitudine alla pianificazione che si dipana in tutta la città ed alla quale non si può opporre la dichiarata bravura nel reperire fondi, come si è confusamente tentato di fare.

Ne è l’emblema perchè :
Non solo si è chiuso il ponte senza prima aver predisposto un’alternativa.
Non solo, a distanza di tre anni, ancora non c’è un’alternativa.
Ma addirittura, a fronte della chiara domanda su quale fosse la alternativa in esame (nuovo ponte, tunnel sotterraneo, altro…) abbiamo avuto la conferma che non c’è assolutamente nulla di concreto; e che anzi la giunta ritiene che si debba “agire senza fretta”!!
Ma come ? Si è chiuso il ponte in fretta, si è fatto il Parco del mare in fretta (salvo poi scoprire la carenza di parcheggi), si è insistito sul fallimentare TRC, ma su questo si deve attendere ? E perché mai ?
Che lo decida la sola Giunta può essere anche accettabile, ma con quali criteri ? Lo possiamo sapere ? La conclusione purtroppo è che queste amministrazioni, anche quando fanno scelte giuste (e vogliamo dire chiaramente che la pedonalizzazione del ponte lo è), poi però mancano nelle doverose armonizzazioni, preventive ed anche postume. E il risultato è l’appesantimento della viabilità e della vivibilità della città. E dire che in 75 anni di giunte monocolore, il tempo per pianificare lo avrebbero avuto.