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tre feriti, due sono gravi

Prima accoltella l'ex moglie, poi il presunto amante. Fermato un 54enne

In foto: I poliziotti davanti all'hotel Butterfly
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 22 feb 2022 15:56 ~ ultimo agg. 23 feb 12:35
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Tre accoltellamenti, il primo a Morciano, gli altri due al confine tra le frazioni di Rivazzurra e Miramare, commessi dalla stessa persona che ora si trova in questura, dove è stata condotta nel primo pomeriggio.

 

Si tratta di un cittadino albanese di 54 anni, Pellumb Jaupi, che prima ha accoltellato l’ex moglie al torace, poi si è diretto all’hotel Butterfly, in viale Regina Margherita 175, dove ha ferito in maniera grave il titolare, un uomo di 48 anni. L’aggressore, entrato in albergo con la scusa di chiedere un lavoro per la donna, non appena ha visto l’albergatore ha estratto un coltello con una lama di circa 10-15 centimetri e glielo ha conficcato nella pancia. Tra i due è nata una colluttazione, alla quale hanno partecipato anche alcuni dipendenti dell’hotel – tra cui la sorella dell’albergatore rimasta ferita ad una gamba (per lei una prognosi di 30 giorni) – che lo hanno immobilizzato e consegnato alle forze dell’ordine. In quegli attimi concitati Jaupi avrebbe continuato a ripetere: “Mi ha rovinato la vita”. E ancora: Lasciatemi, mi voglio dare fuoco”. All’arrivo delle Volanti è stato condotto in questura. La cruenta scena dell’aggressione è stata ripresa dalle telecamere interne del tre stelle e il filmato acquisito dagli uomini della Scientifica.

Il bilancio è di tre feriti, di cui due gravi: l’ex moglie dell’albanese, anche lei accoltellata all’addome e trasportata in elisoccorso al Bufalini di Cesena, e l’albergatore 48enne, ricoverato d’urgenza all’Infermi di Rimini, dove resta in prognosi riservata. L’uomo, che ha perso molto sangue, durante i soccorsi era cosciente. Il movente dell’accoltellamento è passionale. Secondo alcune testimonianze, due giorni fa l’albanese era entrato nell’hotel Butterfly per minacciare proprio l’albergatore, che in quell’occasione l’avrebbe allontanato senza dare troppe peso alle sue intimidazioni. Jaupi, infatti, sospettava che tra l’ex moglie e il 48enne ci fosse stata una relazione, e oggi avrebbe agito con lucida freddezza per farla pagare ad entrambi. Sull’uomo pendeva anche un divieto di avvicinamento per atti persecutori nei confronti dell’ex consorte, disposto nel novembre del 2021 dal gip del tribunale di Rimini, che aveva respinto la richiesta della custodia cautelare in carcere avanzata dal pm Davide Ercolani (vedi notizia).

La versione di Jaupi è ora al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Riccione (che procedono per l’accoltellamento a Morciano) e della Squadra Mobile di Rimini (che si sta occupando di quello a Rivazzurra). Dopo l’interrogatorio, il 54enne albanese è stato sottoposto a fermo e trasferito in carcere. Le accuse nei suoi confronti, avanzate dal pm Paolo Gengarelli, sono duplice tentato omicidio, lesioni personali aggravate e porto illegale di arma da taglio.