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I dati Camera di Commercio

Aumentano le start up innovative riminesi ma a ritmo ridotto

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 2 dic 2021 11:45
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Al 29 novembre 2021 le start-up innovative del territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) sono 163 e operano principalmente nel macrosettore dei servizi (121 unità) e nell’industria/artigianato (31 unità); in termini di variazione annua, si registra un incremento dell’11,6% (da 146 unità del 30/11/20 a 163 unità del 29/11/21), simile a quello regionale (+11,7%) ma inferiore alla variazione nazionale (+19,0%).

Le start-up innovative con sede in provincia di Rimini, in particolare, risultano 100, pari al 9,4% del totale regionale (quinta posto dopo Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia); il confronto annuo rileva un incrementopari al 7,5% (da 93 unità del 30/11/20 a 100 unità del 29/11/21), inferiore, comunque, alla variazione positiva che si registra in Emilia-Romagna (+11,7%) e in Italia (+19,0%).

Il 74,0% delle start-up innovative provinciali opera nel macrosettore dei Servizi (74 unità), di cui il 44,0% nei servizi digitali e informatici (44), il 19,0% nell’Industria/Artigianato (19 unità), il 5,0% nel Commercio (5) e il 2,0% nel Turismo (2); rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, si rilevano aumenti nei Servizi (+3 unità), nell’Industria/Artigianato (+2 unità) e nel Commercio (+3 unità), mentre una lieve diminuzione caratterizza il Turismo (-1 unità).

Delle 100 start-up, 11 sono gestite da giovani (under 35), 14 da donne e 5 da stranieri; 21 imprese, inoltre, sono in possesso di brevetti mentre 7 sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico. A livello territoriale, infine, 55 start-up hanno sede nel comune di Rimini, 12 in quello di Riccione, 11 a Santarcangelo di Romagna e 6 a Cattolica.

L’area Romagna (FC-RN) si inserisce in un contesto regionale ad alta diffusione di start-up, con il 7,6% del totale nazionale che ha sede in Emilia-Romagna (quinta posizione, dopo Lombardia, Lazio, Campania e Veneto). Le province emiliano-romagnole con più elevata presenza di start-up innovative sono Bologna con 340 (pari al 32,0% regionale) e Modena con 160 (15,1%); le presenze più basse, invece, si registrano a Piacenza con 55 start-up (5,2%) e a Ferrara con 53 (5,0%).

“La startup innovativa è un’impresa giovane, ad alto contenuto tecnologico, con forti potenzialità di crescita e rappresenta per questo uno dei punti chiave della politica industriale italiana. È stata pensata dal legislatore proprio per favorire lo sviluppo di nuova cultura imprenditoriale e la creazione di un contesto maggiormente favorevole all’innovazione, e quindi più competitivo e attrattivo – dichiara Roberto Albonetti, Segretario Generale e Conservatore del Registro Imprese della Camera di commercio della Romagna – Per questi motivi, le startup innovative sono sostenute con incentivi ed agevolazioni finanziarie. Se iscritte nell’apposita sezione del Registro delle Imprese, sono previste, oltre a esenzioni e agevolazioni fiscali, anche alcune deroghe al diritto societario e una disciplina particolare nei rapporti di lavoro. La nascita delle startup, e di nuove aziende in generale, è strategica per molte, note, ragioni e perché è in grado di generare, concretamente, nuovi posti di lavoro in misura quantitativa e qualitativa apprezzabile. Le startup, inoltre, hanno dimostrato una forte resilienza e capacità di azione-reazione nel periodo critico della pandemia. Sebbene l’emergenza sanitaria abbia determinato la chiusura di alcune di queste, in molti casi si è assistito ad una loro crescita”.

 

 

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