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Ospedali ancora 'arancioni'

Report Ausl. Tasso incidenza, Riccione sfiora la soglia. 42 classi in quarantena

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 24 nov 2021 16:38 ~ ultimo agg. 25 nov 12:45
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Il report dell’Ausl Romagna sulla settimana 15-21 novembre conferma come i numeri del contagio, anche se restano lontani da quelli di un anno fa, continuino ad alzarsi con un ritmo sempre più sostenuto. Questa settimana sul territorio romagnolo si registrano 2775 nuovi casi positivi 46.516 tamponi (molecolari e antigenici). Per la sesta settimana consecutiva si registra un aumento dei nuovi casi sia in termini assoluti (960) che percentuali. Cresce il tasso d’incidenza totale dei nuovi casi negli ultimi sette giorni su 100.000 abitanti e tutti i distretti dell’ AUSL della Romagna presentano tassi superiori a 100 ed in particolar modo quelli di Forlì (307) e Rubicone (286) che hanno tassi superiori a 250, ma Riccione è a 246. Rimini è a 211.
Rispetto alle previsioni del Piano aziendale si registra un tasso di occupazione di posti letto da parte di pazienti affetti da Covid che pone ancora la Romagna nel livello arancione. I pazienti ricoverati sono in aumento da sei settimane ed in totale sono ricoverati 136 pazienti, di cui 12 in terapia intensiva.

Raddoppiato il numero dei nuovi casi in provincia di Rimini: dai 396 della scorsa settimana ai 799 della settimana 15-21 novembre. I casi attivi sono saliti da 704 a 1.292. Quattro i decessi.

In provincia di Rimini si registra un focolaio in una struttura socio-sanitaria. I focolai scolastici in provincia di Rimini salgono a 42 (una settimana fa erano 18), solo Ravenna ne ha di più con 45.


In provincia di Rimini risultano sospesi 69 operatori sanitari che  non hanno ottemperato all’obbligo vaccinale (221 in tutta la Romagna), oltre ad altri dieci convenzionati.

“Anche questa settimana i dati confermano una maggior circolazione del virus – commenta Mattia Altini, direttore Sanitario di Ausl Romagna che si traduce in un aumento delle nuove positività e dell’occupazione dei posti letto, in particolare nei reparti Covid ordinari. In una fase di recrudescenza come quella a cui stiamo assistendo ora, ovunque,  è necessario accelerare sulle terze dosi del vaccino ma anche insistere sulla somministrazione delle prime e seconde dosi perché i vaccini sono il modo migliore per frenare l’epidemia e metterci al riparo dallo sviluppo della malattia nella sua forma più seria. E a chi avesse ancora dubbi sull’efficacia delle vaccinazioni, dico di osservare con attenzione i dati di oggi rispetto a quelli della stessa settimana dell’anno scorso, quando eravamo per di più in presenza di forti restrizioni. Un anno fa avevamo 3969 nuovi casi rispetto ai 2775 attuali, si contavano una media settimanale di ricoveri pari a 503 contro quella attuale che è di 112 e una media di ricoveri in terapia intensiva pari a 43 a fronte della media attuale che è 6. Non c’è dubbio, la differenza più significativa oggi è riscontrabile nella malattia grave grazie  all’effetto della protezione del vaccino. Ma allo stesso tempo, contano eccome anche tutte le misure di prevenzione individuali: continuiamo ad osservarle con rigore, siamo in una fase delicata, in cui molto dipende da noi e dai nostri comportamenti. Il ritorno passo dopo passo alla vita di relazione pre-covid nella sua interezza  è direttamente proporzionale alla percentuale di popolazione che aderirà alla campagna vaccinale. Di fronte alla sfida che la realtà ci propone dobbiamo  comportarci come una comunità (l’apporto del singolo al valore per tutti)”.

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