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una vita spesa a insegnare

Professoressa riminese compie 100 anni, gli ex studenti la celebrano con una festa al Museo

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 4 nov 2021 15:33 ~ ultimo agg. 5 nov 12:46
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È stato un compleanno molto partecipato quello della professoressa Fernanda Argnani, che lo scorso 2 novembre ha compiuto 100 anni. Un traguardo importante celebrato con una festa organizzata nel Museo comunale dai tanti studenti e colleghi, e a cui ha partecipato anche il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad che le ha donato dei fiori.

“Cara professoressasono alcune delle parole del sindaco nella lettera di auguri a lei dedicata i ragazzi hanno imparato bene la lezione e sono cresciuti altrettanto forti e responsabili. Insegnare non è un lavoro ma la missione fondante di qualsiasi società. Perché, di fondo, l’oggetto del proprio operare sono gli altri, diluendo l’io a favore del noi. Se poi quel ‘noi’ è il senso vero dell’eredità, del legame – fondato sul tramandare cultura e conoscenza – tra chi c’è stato prima e chi verrà dopo, allora si travalica il concetto stesso di altruismo per sfociare direttamente in quello di civiltà”.

La professoressa Argnani è nata nel Ravennate il 2 novembre del 1921, dal 1967 vive a Rimini, città nella quale ha svolto gran parte della sua attività lavorativa e culturale. Si è laureata in Lingue e letterature straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia – ateneo il cui prestigio è riconosciuto a livello europeo – affrontando con determinazione le difficoltà di tempi in cui non era scontato proseguire gli studi per chi provenisse da famiglie numerose della periferia. Fernanda ha dedicato e dedica tuttora la propria vita alla cultura e all’insegnamento: il suo innato desiderio di conoscere è sempre stato saldamente unito a quello, altrettanto intenso, di comunicare, di diffondere la cultura e i valori che essa veicola, come dimostrano la sua notevole carriera di insegnante (per la maggior parte svoltasi proprio a Rimini), la cospicua attività culturale proseguita anche dopo la pensione e le prestigiose onorificenze che le sono state conferite.