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"Usare buon senso"

Nuova SS16. Santi agli agricoltori: presto nuovi incontri, bisogna decidere

In foto: Riziero Santi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 12 nov 2021 18:02
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Chiamato in causa dagli agricoltori per le sue dichiarazioni sul progetto della nuova SS16 (vedi notizia), il presidente della provincia Riziero Santi spiega che il tavolo di confronto è aperto ma non ci sono state convocazioni perché “prima ritengo necessario un pronunciamento chiaro da parte delle istituzioni locali, anche a seguito del cambio di alcuni vertici istituzionali, e della Regione.” Santi ricorda che tra qualche mese scadranno i termini di validità della VIA ed è necessario decidere il da farsi, in un modo o nell’altro. “Col buon senso una soluzione si trova, senza rinunciare all’opera” conclude.

L’intervento di Riziero Santi

Gli amici delle associazioni degli agricoltori non hanno gradito la mia posizione sul nuovo tracciato della SS16. I panni del “Carabiniere cattivo” mi stanno stretti. Il percorso per la nuova SS16 è in itinere e il momento in cui dobbiamo dare le risposte al territorio (si o no nuova SS16?) e agli agricoltori (quale tracciato?) si avvicina. Il tavolo con gli agricoltori è aperto, come loro stessi hanno detto. Se non è ancora stato riconvocato non è per mia mancanza ma perché ci sono stati dei cambiamenti negli incarichi e quindi negli interlocutori in Anas e anche perché ritengo che sia necessario un pronunciamento chiaro da parte delle istituzioni locali, anche a seguito del cambio di alcuni vertici istituzionali, e della Regione. A giorni riprenderanno gli incontri e non mancheremo di riconvocare anche gli agricoltori. Nei giorni scorsi sono intervenuto sull’argomento perché fra qualche mese scadranno i termini di validità della VIA. Io non voglio fare quello che non se ne occupa, che trascura o fa cadere le cose per poi piangere sul latte versato. Io sono per decidere, in un modo o nell’altro. Certo, ritengo che una nuova SS16 sia un’opera importante e strategica per il nostro territorio, ma mi risulta che la pensino allo stesso modo gli agricoltori e molti riminesi. Col buon senso una soluzione si trova, senza rinunciare all’opera.