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Progetto da rivedere

Nuova SS16. Le perplessità di Confagricoltura e Cia

In foto: campi a Rimini nord
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
ven 12 nov 2021 16:17
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Il tavolo promesso non è ancora stato convocato e in campagna elettorale lo stesso sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad “aveva preso le distanze dal progetto di variante alla statale 16, riconoscendo il valore di Rimini nord come territorio ad alta produttività agricola e l’esigenza di armonizzare la mobilità con la tutela dei coltivatori“. A dirlo sono Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna, e Carlo Carli, presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini che esprimono stupore per le recenti dichiarazioni del presidente della provincia Riziero Santi sulla nuova SS16 (vedi notizia). Pur consapevoli dell’importanza della variante, “di fronte alle dichiarazioni del presidente della Provincia – concludono – non possiamo che ribadire con forza la nostra contrarietà allo spezzettamento “selvaggio” dei fondi agricoli che sarebbe causato dall’infrastruttura e dai suoi svincoli in base all’attuale progetto. Chiediamo una verifica del consumo del territorio e della tutela ambientale, a garanzia dell’attività delle aziende associate e di tutto il mondo agricolo, dello sviluppo del territorio e della comunità della provincia riminese”.

L’intervento di Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna, e Carlo Carli, presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini

Abbiamo letto con stupore nei giorni scorsi le dichiarazioni del presidente della Provincia di Rimini, Riziero Santi, sul progetto della nuova Statale 16. L’ultimo incontro delle nostre categorie con le istituzioni sul tracciato, e su come impatterà in particolare a Rimini nord, risale ad agosto scorso, quando avevamo avuto dalla Provincia la promessa che sarebbe stato istituito un tavolo apposito. Tavolo in realtà mai convocato.

Ed è del 21 settembre la lettera congiunta con cui chiedevamo un incontro ufficiale all’assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Alessio Mammi, al presidente della Provincia di Rimini, Riziero Santi, al Comune di Rimini e all’Anas.

In campagna elettorale, l’allora candidato e oggi sindaco Jamil Sadegholvaad, accompagnato dall’assessore regionale Mammi, aveva preso le distanze dal progetto di variante alla statale 16, riconoscendo il valore di Rimini nord come territorio ad alta produttività agricola e l’esigenza di armonizzare la mobilità con la tutela dei coltivatori. In quell’occasione si era parlato dell’alternativa di minor impatto ambientale, ovvero l’ampliamento della via Tolemaide, già a 4 corsie nella parte a mare dell’attuale statale 16, rivedendo il primo lotto del progetto che prevede il taglio in diagonale di appezzamenti agricoli, e potenziando la viabilità esistente.

Non abbiamo mai messo in dubbio l’importanza della realizzazione della variante alla SS16, e auspichiamo anzi che sia realizzata per garantire al territorio un adeguato sviluppo. Ma riteniamo che una struttura così importante ed irrinunciabile dovesse essere e debba ancora essere oggetto di confronto con le rappresentanze agricole, a tutela del territorio e del lavoro di tante imprese che rischieranno altrimenti la chiusura permanente per mancanza di sensibilità e attenzione progettuale.

Il percorso stradale infligge infatti una profonda ferita al territorio agricolo interessato. Non possiamo non sottolineare e lamentare una cecità progettuale in diverse situazioni: la mancata verifica dello spezzettamento aziendale, che in diversi casi può ancora oggi essere evitato, permettendo la sopravvivenza di diverse aziende agricole; la viabilità minore, che con piccoli accorgimenti può garantire percorsi alternativi che non intasino la Nuova ss16 con mezzi agricoli; il corretto sgrondo delle acque piovane, che rischia altrimenti di causare allagamenti che potrebbero essere letali per le coltivazioni e dannosi per la stessa infrastruttura stradale.

Di fronte alle dichiarazioni del presidente della Provincia non possiamo che ribadire con forza la nostra contrarietà allo spezzettamento “selvaggio” dei fondi agricoli che sarebbe causato dall’infrastruttura e dai suoi svincoli in base all’attuale progetto. Chiediamo una verifica del consumo del territorio e della tutela ambientale, a garanzia dell’attività delle aziende associate e di tutto il mondo agricolo, dello sviluppo del territorio e della comunità della provincia riminese“.