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Un incontro con assessori

Basta plastica in mare: controllo e azioni legali per allevamenti che inquinano

In foto: l'incontro di martedì
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
mer 27 ott 2021 18:26
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Nell’ambito del Fuorisalone di Ecomondo promosso dall’associazione “Basta  Plastica in Mare”, mercoledì si è tenuta una conferenza per gettare le basi della prossima edizione del 𝗦𝘂𝗺𝗺𝗲𝗿 𝗖𝗮𝗺𝗽 “𝗟𝗮 𝗡𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗮𝗿𝗲, 𝗶𝗱𝗲𝗲 𝗲 𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗲𝗰𝗼𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗺𝗮𝗿𝗶𝗻𝗼”. L’incontro era ospitato al Laboratorio Aperto (Ala Moderna del Museo), tra i principali promotori del progetto.

È dal 2018 che l’associazione Basta Plastica in Mare organizza eventi di promozione sociale sul tema del mare in coincidenza con la fiera divenuta punto di riferimento per la transizione ecologica. Nell’incontro, l’associazione ha ribadito l’intenzione di non fare sconti sulla tutela delle acque locali.

“La tanto evocata ‘transizione ecologica’ non può che basarsi su conoscenza e prevenzione. Motivo per cui siamo anche noi stanchi di bla bla bla, così come Greta – dichiara Manuela Fabbri, presidente Basta Plastica in Mare Per fermare l’abbandono in mare dell’enorme quantità di calze/reti di plastica utilizzate con questo metodo per allevare le cozze, in uso solamente in Italia da 40 anni, metodo che sta provocando danni irreversibili al mare, l’associazione sta organizzando un pool di avvocati volontari specializzati per valutare azioni legali. Alle assessore Priolo e Frisoni nell’incontro di martedì 26 ottobre abbiamo chiesto di esercitare il controllo sulle concessioni demaniali rilasciate agli allevatori e capire, come in altri mari stanno facendo, quali trasgrediscano alle leggi sul mare e sulla dispersione dei rifiuti. Ci stiamo comunque, purtroppo, dovendo orientare a presentare denuncia per reato ambientale – continua – Lo stesso prof. Marcello Di Paola, nella lectio magistralis di filosofia della sostenibilità con la quale in agosto ha aperto i lavori del Summer Camp, ha insistito sulla necessità di ripristinare un approccio sia etico che legale all’ambiente. Ed è quello che intendiamo fare. L’esperienza intrapresa ci conferma quanto serva un organismo allargato finalizzato a farsi portavoce dei diritti del mare. Quello per cui stiamo lavorando ora, speriamo anche grazie all’interesse dell’Europa, è che l’Università del Mare quale centro di ricerca si diffonda da Rimini e dall’Emilia-Romagna, data l’esperienza già maturata anche col sistema fognario avanzato e il PSBO”.

“Oltre al patrocinio delle tre Università partner, il progetto è già stato capace di coinvolgere docenti, ricercatori ed esperti provenienti da otto diversi atenei e sette fra istituti, centri di ricerche marine e musei del mare, insieme al Consiglio Nazionale delle Ricerche e a referenti di primo piano – riepiloga Marco Zaoli, coordinatore del comitato scientifico del Summer CampIn tutti, tra utenti e docenti, ha suscitato particolare entusiasmo l’approccio multidisciplinare alla formazione. Gli stessi studenti hanno chiesto di continuare a partecipare e a collaborare alle prossime attività di Basta Plastica in Mare. Data la già autorevole piattaforma rappresentativa accademica da Trieste a Bari, che ha coinvolto anche il Museo del Mare di Messina con Carmelo Isgrò e l’Università di Palermo con Di Paola, il consenso è unanime intanto per promuovere un master. Verificheremo a breve con i titolari delle università patrocinanti se dall’esperienza già fatta possa partire una rete diffusa per dar vita a un organismo multisciplinare che abbia quale missione la tutela de la Natura del Mare a 360°”.

“Un bene che la nostra associazione sia al lavoro sulle prospettive professionali di noi giovani – aggiunge Edoardo Carminucci, vice presidente Basta Plastica in MareCrediamo che il progetto dell’Università del Mare abbia pieno titolo per essere inserito nel percorso del Next Generation UE. Per il 2022 stiamo lavorando su due possibili fasi di sviluppo de ‘La NATURA del MARE’. Summer Camp a fine giugno e master a partire dall’inizio del nuovo anno accademico: dal nostro territorio e dalle nostre menti, come spesso accade, noi giovani siamo certi partirà un progetto avanzato e lungimirante”.

‘Master in Scienze per la Salute del Mare e dei suoi habitat, costieri e marini’, il titolo definito nel corso dell’incontro.

All’incontro ha partecipato attivamente, con proposte concrete, l’assessora regionale all’Ambiente Irene Priolo, che sta seguendo da vicino l’evoluzione della proposta: “La Regione sta investendo molto sull’ambiente. Per quanto riguarda il mare in particolare è impegnata in una grande campagna di ascolto, da cui vorremmo poi discendesse un Patto per la Costa. L’obiettivo di dare avvio ad un master dedicato al mare va seriamente approfondita anche in prospettiva del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza – ha sottolineato nel corso dell’incontro – proprio perché nasceranno nuove professionalità e ci sarà quindi necessità di formazione”.

Concorde l’assessora comunale di riferimento Roberta Frisoni: “Con il PNRR dovremo essere pronti a intercettare investimenti di tipo materiale ma anche immateriale, facendo squadra al meglio. Tenendo conto poi che il progetto nasce qui, a Rimini, come Comune continueremo ad affiancare il percorso intrapreso dal network Basta Plastica in Mare, augurandoci che il master dedicato al mare e alla tutela della sua salute possa trovare sede proprio nella nostra città”.

“La NATURA del MARE è un progetto che trae origine da una grande consapevolezza – ha aggiunto Valentina Ridolfi, project manager dell’Agenzia Piano Strategico La sfida ambientale che stiamo attraversando e che avremo di fronte nei prossimi anni si può vincere solo, oltre che tutelando il nostro patrimonio, con la conoscenza e con la scienza: il che presuppone formazione, ricerca e sperimentazione”.

Chiara Astolfi a nome di Visit Romagna ha dato suggerimenti operativi sulla identificazione dell’utenza attraverso le iniziative già in essere di Destinazione Romagna confermando l’intenzione di proseguire a fare sinergia con focus la salute del mare: “Restituire centralità al mare è interesse di tutto il territorio, un obiettivo su cui è necessario far fronte comune. E il Riminese può e deve proporsi quale promotore di questa battaglia culturale”.

“Occorre però un cambio di approccio – ha insistito, concludendo, Franco Borgognoaffinché il tema ambientale diventi premessa a tutti gli altri temi amministrativi. Sulla sostenibilità occorre ragionare a priori rispetto a qualsiasi programmazione”.

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