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Manifestazione in piazza

Stop al servizio di salvataggio il 12 settembre: "inconcepibile"

di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 10 set 2021 19:57 ~ ultimo agg. 11 set 17:19
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Cessare il servizio di salvataggio in spiaggia il 12 settembre tenendo conto del meteo favorevole e dei tanti eventi in programma è “inconcepibile”. Lo dicono i Marinai di Salvataggio della provincia di Rimini che, in piazza Cavour (insieme a Cgil e Cisl), hanno manifestato il loro dissenso nei confronti della decisione dei comuni accusati di essere rimasti sordi agli appelli lanciati dalla categoria. Ai candidati sindaco, molti dei quali in piazza ad ascoltarli, chiedono l’impegno a far diventare quello dei salvataggi un servizio pubblico sganciato quindi dalle logiche private. Un paradosso, dicono, che il Comune di Rimini e il Comune di Cattolica proroghino il servizio per le sole spiagge libere, spiagge senza fine di lucro, mentre in quelle in concessione agli stabilimenti balneari ci saranno migliaia di bagnanti che non potranno contare su nessuna forma di vigilanza, assistenza e soccorso.

La nota dei Marinai di Salvataggio

Nonostante le accertate presenze turistiche ed il clima favorevole alla balneazione, i sindaci dei Comuni litoranei della provincia di Rimini decidono di non estendere a tutte le spiagge provinciali il Servizio di Salvamento oltre il 12 Settembre: siamo quindi arrivati al paradosso che il Comune di Rimini e il Comune di Cattolica prorogano il servizio per le sole spiagge libere, spiagge senza fine di lucro che possono usufruire del servizio essenziale di vigilanza e soccorso, mentre in quelle a fine di lucro (quelle in concessione agli stabilimenti balneari) ci saranno migliaia di bagnanti su tutta la riviera che non potranno contare su nessuna forma di vigilanza, assistenza e soccorso.

Eppure nel corso degli ultimi giorni siamo stati purtroppo costretti a registrare numerosi decessi, sia in spiaggia che in mare.

Ritenete giusto che chi usufruisce a pagamento delle spiagge in concessione privata non abbia diritto alla salvaguardia della propria vita e sia meno tutelato rispetto a chi frequenta le spiagge libere ?
Questa è una situazione che non esitiamo a definire”inaccettabile”.

Si ritiene quindi necessaria l’estensione del Servizio di Salvamento a tutto il litorale provinciale indistintamente, oltre che rendere il Servizio essenziale di Salvamento il prima possibile un Servizio Pubblico gestito direttamente dalle istituzioni pubbliche territoriali e non da aziende balneari con esclusivo scopo di lucro e che reputano il Servizio di Salvataggio come un mero costo da abbattere.
La sicurezza in mare non può essere ostaggio di logiche aziendali e la salute e la salvaguardia della vita di turisti e cittadini non può e non deve essere considerata un costo da abbattere ma bensì un patrimonio da valorizzare e sul quale investire

 

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