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venerdì 13 agosto

A Montefiore Asia Galeotti è Anita Garibaldi in "L'attesa"

In foto: la locandina
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 11 ago 2021 14:35
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La figura di Anita Garibaldi, tra mito e storia, interpretata per l’occasione da Asia Galeotti, sarà protagonista venerdì 13 agosto alle 21,30 sul palco della Rocca di Montefiore Conca. In scena lo spettacolo teatrale “L’attesa” di Valeria Magrini, per la regia di Emanuele Montagna. Una produzione del Gruppo Teatro Colli di Bologna e della Fondazione Museo del Risorgimento del Comune di Ravenna, in collaborazione con il Liceo Artistico Pierluigi Nervi di Ravenna. Ingresso libero, subordinato alla verifica del Green Pass. Prenotazione obbligatoria al 388 8012362
e sul sito

A 200 anni dalla sua nascita, a Laguna in Brasile il 30 agosto 1821, Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, più conosciuta come Anita Garibaldi, rivive “post mortem” la sua vita avventurosa, l’incontro con l’eroe dei due mondi, il loro amore, le sue maternità, le battaglie, l’epopea del Risorgimento, la Repubblica Romana, l’epilogo a Mandriole, alle porte di Ravenna. Ed è proprio da Mandriole che principia il racconto di Valeria Magrini, quasi a testimoniare una sorta di resurrezione epica della protagonista che avverte l’urgenza di raccontare, di chiarire…come sono andate le cose, di diradare la nebbia della Storia ufficiale e quella degli infingimenti di alcuni detrattori.
E’ lo spunto che spinge Anita ad urlare al mondo la sua verità che, solo in parte, coincide con quella degli storiografi ufficiali. Ne viene fuori l’immagine di una Donna certamente forte e determinata, una regina accanto al suo re, ma anche quella di una creatura fragile ed innamorata del proprio Uomo “usque ad mortem”. Anzi, oltre la Morte, dal momento che a tutt’oggi, lei anela un ricongiungimento delle loro spoglie mortali. Anita, nel commovente testo di Valeria Magrini, viene fotografata…in sospensione, in Attesa, appunto, come recita il titolo della piéce, che questo miracolo laico possa compiersi.
La Terra è l’elemento base nel quale Anita si muove, la stessa Terra di Mandriole dalla quale “risorge” grazie alla metafora teatrale, la stessa, quella brasiliana per la quale ha combattuto, la stessa, quella romana, nel tentativo di inseguire un sogno unitario che pareva impossibile, la stessa, quella futura nella quale ardentemente desidera riposare con il suo Giuseppe, regina accanto al suo re.

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