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vicino alle scogliere

Ritrovato senza vita il 40enne disperso in mare da ieri

In foto: Le ricerche in mare (Fotogallery Migliorini)
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 15 lug 2021 09:39 ~ ultimo agg. 16 lug 10:18
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Ha avuto purtroppo un epilogo tragico la vicenda che ha coinvolto un 40enne camerunense (vedi notizia) che da ieri veniva cercato in mare, davanti all’arenile di Viserba. Il corpo dell’uomo è stato trovato senza vita dai sommozzatori, a circa 80 metri dalla riva, lungo la scogliera alle 8,30 di questa mattina. Ieri le ricerche, che avevano coinvolto capitaneria di porto e vigili del fuoco e reparto navale della Guardia di Finanza, erano partite in tarda mattinata, subito dopo l’allarme della scomparsa in mare ed erano proseguite fino alle 20.30. Questa mattina sono riprese alle 7 e il cadavere è stato trovato un’ora e mezza dopo, a poca distanza dove era stato visto l’ultima volta. L’ipotesi più accreditata è che sia stato vittima di un improvviso malore, mentre giocava in acqua con il figlio.

 

Poco prima di mezzogiorno il 40enne, residente a Parma dove lavora come infermiere, in vacanza a Rimini con la famiglia, era entrato in acqua con il bambino, ma non era più tornato a riva. A dare l’allarme il figlio di 11 anni, che stava facendo il bagno con il suo papà a circa 40-50 metri dalla riva, all’altezza del Bagno 19 di Viserba, vicino al pontile. Grazie anche alla testimonianza del ragazzino è stata ricostruita la dinamica.

Padre e figlio erano usciti con un materassino e il papà, per far divertire il ragazzino che era sul gonfiabile, pare che andasse con la testa sott’acqua per poi riemergere all’improvviso. Durante una di queste immersioni non sarebbe più salito in superficie. L’11enne ha atteso qualche secondo e non vedendolo ha cominciato a chiamarlo invano, per poi tornare a riva disperato dalla mamma e dal fratellino rimasti sotto l’ombrellone: “Papà non c’è più”, sarebbero state le sue uniche parole. Ieri mattina il mare non era particolarmente mosso e la corrente portava a riva. Quando l’uomo è scomparso pare si trovasse in un punto dove la profondità massima non arriva oltre il metro e mezzo.