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in 170 da tutta Italia

Protesta disco. A Roma anche Indino e Galli

In foto: la protesta a Roma
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 9 lug 2021 14:28 ~ ultimo agg. 16:26
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C’erano anche i riminesi Gianni Indino, presidente del Silb ed Enrico Galli, proprietario dell’Altromondo Studios alla manifestazione di protesta delle discoteche che si è tenuta nel tardo pomeriggio di ieri a Roma. Una protesta nata dal basso, organizzata dai gestori dei locali, che ha visto riunirsi alle 18 in piazza San Silvestro circa 170 persone (il limite massimo consentito era di 200). Gli imprenditori hanno manifestato rabbia e delusione per i continui rinvii del Governo sulle riaperture del settore. Erano arrivati da tutta Italia e con cartelli, megafoni e trombe e hanno, ancora una volta, cercato di attirare l’attenzione delle istituzioni, prima nella piazza loro assegnata per poi spostarsi anche sotto palazzo Chigi.

Da Rimini siamo partiti Enrico Galli ed io come rappresentanti di un settore allo stremo. Non c’erano sigle sindacali perché la protesta è nata dagli imprenditori stessi esasperati dai continui rinvii. Da più parte virologi, epidemiologi ci dicono che i protocolli che abbiamo stilato renderebbero possibili le riaperture in sicurezza. Durante la manifestazione abbiamo avuto la solidarietà di diverse forze politiche, eppure ancora nulla si muove”. 

Ad inizio settimana si era detto che il consiglio dei Ministri, in programma ieri, avrebbe trattato delle riaperture: “ma – spiega Indino – il tema non è stato neppure messo all’ordine del giorno. Ci chiediamo il perché, non capiamo cosa stia succedendo“.

I gestori, anche attraverso cartelli che hanno mostrato in piazza, hanno espresso l’intenzione di un’azione di forza, con la riapertura sabato 10 luglio, nonostante i divieti. “In realtà – spiega Indino – riapriranno solo i locali che hanno la possibilità di proporre cene ed intrattenimento da seduti (cfr. domani riapre con questa modalità la Villa delle Rose, il 14 è attesa la riapertura del Musica). Le piste delle disco resteranno ancora vuote. La nostra voleva essere una provocazione, ma ci teniamo a stare dentro le regole. Chiediamo però che le istituzioni capiscano l’agonia che sta vivendo il settore e ci diano risposte. Possiamo essere una risorsa, invece continuano a considerarci un problema. Come ho fatto con i sindaci della Riviera da cui ho avuto grande appoggio, ora chiederò anche al presidente della Regione Stefano Bonaccini di sollecitare i colleghi governatori perché ci sostengano in questa nostra battaglia. Con le indicazioni rigorose che abbiamo messo nel protocollo per limitare al massimo pericoli di contagio, i nostri locali potrebbero essere luoghi molto sicuri. Intanto, mentre noi attendiamo, continua a dilagare l’abusivismo, senza che nessuno riesca a fermarlo“.

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